SINDACATI DI POLIZIA A BERLUSCONI: SI FACCIA LUCE SULLE STRAGI DEL ’92

attentato_via_damelioRoma, 9 set – “Un capo di Governo in uno Stato come l’Italia, che ha profondamente sofferto, dal punto di vista sociale, per le ferite inferte dalla malavita organizzata che ha messo in atto un disegno stragista, in seguito al quale sono morte tante persone innocenti , dovrebbe desiderare che si vada fino in fondo e che tutte quelle inchieste, in particolare quelle di mafia o quelle legate al terrorismo, vengano riaperte per far luce sugli anni più bui della storia della repubblica italiana. Anni durante i quali famiglie sono rimaste senza padri, senza mariti, figli e fratelli”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato indipendente di Polizia, boccia le parole del premier Silvio Berlusconi che aveva, nei giorni scorsi, criticato le Procure di Palermo e Caltanissetta per il lavoro sulle inchieste legate alla strage di Capaci e a quella di via D’Amelio. “Se al premier non interessa sapere davvero come sono andati i fatti, beh a noi sì che interessa e anche molto perché siamo convinti, da operatori della sicurezza, che in quegli anni l’Iralia abbia vissuto un vero e proprio blackout istituzionale e se ci sono dei colpevoli, da qualsiasi parte stiano in questo momento, noi vogliamo sapere chi sono”. “E dovrebbe interessare anche a Silvio Berlusconi perché – continua Maccari – se crede dopo le morti di Falcone, Borsellino e degli Agenti delle scorte, con gli arresti pur eccellenti dei boss si sia tacitata l’opinione pubblica e placata la sete di giustizia degli Italiani, commette davvero un grave errore. Se Falcone, Borsellino, i nostri colleghi della scorta e tutti gli altri che sono morti per servire lo Stato, sono in qualche modo stati lasciati soli da chi aveva il compito di difenderli e proteggerli, noi vogliamo saperlo perché giustizia non sarà fatta finché oltre agli autori materiali non saranno smacherati anche quelli morali, la cui indifferenza ha forse ucciso più del tritolo”.

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