Sicurezza: FP CGIL, governo imponga lo stop alla politica degli annunci

cgil_funzionepubblicaSi impegni a garantire adeguate risorse economiche al Comparto della Sicurezza. Roma, 10 nov – Nell’ambito del dibattito che si sta svolgendo sulla legge finanziaria 2010, apprendiamo da taluni organi di stampa che la prossima settimana al Senato il governo sarebbe intenzionato a dare un “segnale importante” sulla sicurezza. Prendiamo atto con favore dell’ipotesi da più parti ventilata ma forse, considerati i danni inferti al settore e i reiterati annunci senza effetto fin qui proposti dal Governo e dalla maggioranza che lo sostiene, è ora che più che alle parole l’esecutivo si affidi ai fatti, come hanno chiesto 10 giorni fa i 40.000 poliziotti che hanno manifestato a Roma. Lavoratori giunti da ogni parte di’Italia che chiedono rispetto per il proprio lavoro, risorse adeguate a garantire la sicurezza del Paese e delle carceri (173 i milioni tagliati anche da questa finanziaria al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), il rinnovo del contratto, assunzioni di personale e altro ancora.

Su quest’ultimo tema, mentre in questi giorni si stanno scatenando polemiche e dibattiti sulle attuali criticità e disfunzioni palesate dal sistema penitenziario del Paese, crediamo sia anche opportuno segnalare che già oggi solo alla Polizia Penitenziaria mancano dal proprio organico circa 6.000 unità, e che qualsiasi altra apertura di padiglioni, sezioni o interi carceri che il governo e il Ministro della Giustizia – piano carceri o meno – abbiamo intenzione di pianificare per contenere il sovraffollamento imposto alle strutture, questa dovrà necessariamente fare i conti con l’ineludibile, essenziale adeguamento del personale.

Del resto, quanto sta accadendo oggi in pressoché tutte le carceri italiane è sotto gli occhi di tutti: i tagli insostenibili agli stanziamenti del DAP e a quelli dedicati al personale di Polizia Penitenziaria stanno producendo il rapido decadimento dei mezzi e degli strumenti in uso ai servizi del Corpo, la scarsa manutenzione dei vetusti edifici penitenziari, il mancato pagamento delle missioni e del lavoro straordinario al personale. E ancora, il sovraffollamento spaventoso delle strutture, e la fortissima carenza di personale, della Polizia Penitenziaria e delle altre professionalità socio-educative e amministrative, sta causando la pressoché generalizzata inesigibilità dei diritti delle persone detenute e del mondo del lavoro in carcere, divenuto ormai illegale.

Una situazione resa esplosiva, che imporrebbe subito una svolta alle politiche penitenziarie, come dimostra quanto sta accadendo anche in queste ore rispettivamente a Cagliari e Lanciano, ove nell’uno sono stati accertati almeno 7 casi di meningite e mancano i vaccini contro l’influenza (con possibile grave pregiudizio della salute dei poliziotti), e nell’altro gli operatori della Polizia penitenziaria sono costretti ad auto consegnarsi per protestare contro il blocco imposto alle loro ferie.

Ma dietro l’angolo non si vede luce!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.