Sicurezza e Difesa: ok del Senato al decreto “una tantum”, è legge. No a misure strutturali

militari-cittaRoma, 19 mag – Il Senato approva, in via definitiva, con 140 voti a favore, un voto contrario e 104 astensioni il decreto che eroga una ”una tantum” di 345 milioni di euro, per il 2011-2013, in favore del personale di Forze armate, Arma dei carabinieri, Polizia, Guardia di finanza, Vigili del fuoco, Corpo forestale e Polizia penitenziaria. Il decreto è convertito in legge con l’astensione dell’ opposizione. In dissenso dal suo gruppo il senatore del Pd, Mauro Del Vecchio, non partecipa al voto.

Il decreto aumenta di 115 milioni l’anno nei tre anni la dotazione annuale di 80 milioni di euro del Fondo, istituito da un decreto del 2010, per il finanziamento di misure perequative per il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco interessato dal blocco degli aumenti delle retribuzioni dei dipendenti pubblici. L’opposizione definisce questa elargizione un ”obolo” di 23 euro e 50 centesimi di base a testa mentre la maggioranza afferma che, comunque, si tratta una ”boccata d’ossigeno” in un momento di crisi economica. Viene così convertito in legge, senza modifiche, un provvedimento che alla Camera aveva creato tensioni nella maggioranza nei confronti del ministro dell’ Economia che non aveva allentato la stretta sui conti pubblici di fronte alla richiesta di trasformare l’una tantum in un aumento per gli stipendi delle forze impegnate nella sicurezza che è uno dei cavalli di battaglia del centrodestra. Il decreto è quindi convertito in legge nella versione originaria voluta dal ministro dell’ Economia.

Fiano (PD), una tantum è una goccia in un oceano di tagli

«’L’approvazione definitiva al Senato del disegno di legge per corrispondere alle forze dell’ordine una una tantum è una goccia nell’oceano dei tagli che il comparto sicurezza e difesa ha subito in questi anni di governo Berlusconi. L’atteggiamento costruttivo che il Partito democratico ha tenuto in Parlamento consapevole del fatto che l’una tantum di circa 25 euro mensili per due anni è comunque meglio di niente, non ci fa dimenticare che i soldi per questo provvedimento sono stati sottratti al fondo per il riordino delle carriere e che il provvedimento non è finanziato per il terzo anno». Lo afferma Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del PD che aggiunge: «Continueremo a essere vicini agli operatori della difesa e della sicurezza, sicuri come siamo che i 3,7 miliardi di tagli subiti in tre anni stanno portando l’intero sistema al collasso nell’indifferenza del governo e della maggioranza».

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