Sicurezza: De Gennaro, serve difesa contro gli attacchi cibernetici

GlobeNetworkRoma, 29 Gen. – «La più importante partita dell’intelligence del terzo millennio si giocherà sul difficile terreno della sicurezza cibernetica». E’ quanto scrive il prefetto Gianni De Gennaro, direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, sul numero della rivista mensile Formiche in uscita a febbraio.

«Se ai tempi della guerra fredda la minaccia “totale” era rappresentata dall’arma nucleare, cioè dall’uso a fini di distruzione di massa dell’energia nucleare, oggi, in tempi di competizione globale – spiega De Gennaro – l'”arma totale” è rappresentata dall’uso offensivo degli strumenti dell’informatica e della telematica. Si è arrivati così a disegnare gli scenari della guerra cibernetica, cioè lo scontro tra Stati realizzato mediante l’attacco alle infrastrutture critiche, tanto di quelle che presiedono al funzionamento dei sistemi militari, quanto di quelle dalle quali dipende l’ordinato svolgimento della vita sociale ed economica».

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Il prefetto Gianni De Gennaro

«La sicurezza cibernetica – afferma il numero uno dell’intelligence italiana ha già oggi una rilevanza strategica assoluta, tenuto conto dei danni irreparabili che un attacco informatico su larga scala provocherebbe ad un Paese industrialmente avanzato». «Per quanto riguarda il nostro Paese – conclude Gianni De Gennaro – occorre creare condizioni organizzative tali da assicurare una forte capacità di reazione immediata anche nei confronti di attacchi su larga scala, che coinvolgano una pluralità di soggetti. Il raggiungimento di questo obiettivo non può essere affidato alla buona volontà dei soggetti interessati bensì – come peraltro hanno già fatto Paesi amici – ad un impianto strategico che assicuri “il coordinamento tra gli attori interessati”. Una funzione ad hoc, quindi, in grado non solo di fronteggiare una grave crisi, ma anche di studiare e pianificare una difesa preventiva. E ciò può realizzarsi ridefinendo l’attività delle strutture esistenti, con una rimodulazione delle attuali competenze e responsabilità».(AGI)

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