Senato: continua l’esame del ddl di riforma del Codice penale militare

tribunale1Roma, 5 ott – Seduta congiunta oggi in Commissione Difesa a seguito dell’esame del ddl 335, rubricato “Delega al Governo per la riforma del codice penale militare di pace e introduzione dell’articolo 4-bis della legge 7 maggio 1981, n. 180, concernente l’ufficio militare di sorveglianza”.

Il ddl introduce, tra le altre cose, uno specifico Titolo che regola la materia penale durante le missioni internazionali, prevedendo norme sostanziali per perseguire gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, come nel caso di cattura di ostaggi, tortura, violenza arbitraria contro civili che non prendono parte alle operazioni militari e norme in materia di arresto, fermo e misure cautelari personali e adempimenti connessi, riprendendo e aggiornando istituti già applicati nelle missioni internazionali ma inseriti in molteplici testi normativi.

Peculiarità del ddl 335 è, inoltre, l’armonizzazione tra i reati militari e quelli equivalenti nel codice penale “civile”, con l’eliminazione di tutte quelle norme palesemente discriminatorie per i militari rispetto al comune cittadino. La rivisitazione del codice penale militare avviene anche per eliminare definitivamente dall’articolato tutte quelle previsioni di reato che nel corso degli anni sono state dichiarate incostituzionali dal Giudice delle Leggi o “non più attuali, ritenute incostituzionali o tacitamente abrogate ovvero sprovviste di offensività sufficiente a giustificarne la rilevanza sul piano penale, come le disposizioni in materia di duello, attività sediziosa, domanda o reclamo collettivo, danneggiamento colposo di cose mobili dell’amministrazione militare”.

Infine, l’ottica globale di tale provvedimento prevede l’introduzione di disposizioni penali per assicurare la piena tutela dei cosiddetti «soggetti deboli» e delle Forze armate, nel quadro dell’imprescindibile rispetto dei diritti umani e delle norme di diritto internazionale.

pdf Leggi il DDL 335

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