Scontri a Roma: Sirio M., il “ragazzo con la pala”, oggi davanti il Gip

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Anche “figli d’arte” tra gli arrestati. Roma, 17 dic – Negli anni ’70 e ’80 a protestare contro ”il sistema” erano i padri; oggi a farlo, anche con metodi violenti, sono i figli. Almeno due dei giovani fermati in relazione agli scontri di Roma sono ”figli d’arte”: uno è Mario Miliucci, di 32 anni, l’altro è Sirio M., il ”sedicenne con la pala”. Mario Miliucci – agli arresti domiciliari, mentre tutti gli altri sono stati rimessi in libertà dopo la convalida degli arresti – è il figlio di Vincenzo, leader storico dell’autonomia operaia romana, protagonista di molte “battaglie” (che lo hanno portato anche in carcere) e in anni recenti impegnato con i Cobas su fronti diversi, che spaziano dall’università alla base di Vicenza. La madre, l’avvocato Simonetta Crisci, l’ha assistito nel corso dell’udienza di convalida e lo ha difeso a spada tratta, sia dentro che fuori dall’aula del tribunale. «Mio figlio è un ragazzo tranquillo – dice – lo chiamano “l’inglese” per i suoi modi: lo accusano di aver imbrattato con dello spray una filiale di una banca e, dicono, di averlo fermato con due grosse pietre addosso».

«Nel provvedimento – prosegue la madre-avvocato – il giudice scrive che c’è il concreto pericolo di reiterazione del reato. Mario ovviamente ha negato di avere sassi con sè: nel verbale delle forze dell’ordine si parla di tre massi da oltre due chili l’uno, una cosa che non sta nè in cielo nè in terra». La penalista, parlando del figlio, spiega che «non ha mai avuto problemi con la giustizia: è un ragazzo tranquillo, assolutamente pacifico».

Comparirà invece oggi davanti al Gip il sedicenne Sirio M., destinato ad essere ricordato come ”il giovane con la pala”, quello con il giaccone beige ed il volto coperto immortalato in decine di foto, comprese quelle del finanziere con la pistola in mano aggredito da un gruppo di manifestanti. Il ragazzo – accusato di rapina per aver sottratto il manganello e le manette al militare – è amico di Mario Miliucci e figlio, pure lui, di un esponente dell’autonomia degli anni ’70 e ’80, che gli investigatori definiscono ”non di primo piano”. Sirio M., come documentano foto e video, era stato bloccato dalla polizia durante gli scontri: dopo l’identificazione, riferiscono alcuni suoi amici, era stato rimandato a casa, ma poi, in seguito al clamore suscitato, aveva deciso di mettersi a disposizione degli inquirenti, che gli hanno notificato il fermo e portato in un centro di prima accoglienza. Sarebbe chiarito così il “giallo” del doppio fermo: una circostanza anomala che ieri aveva fatto sospettare anche che il ragazzo fosse un infiltrato e che avesse preso parte al corteo nella veste di agente provocatore. Notizia smentita dalla Questura di Roma. (ANSA)

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