Roma, importante evento culturale per il personale militare

libro-ciavarelliRoma, 14 dic – Domani alle ore 17 a Palazzo Salviati, via della Lungara 81/c in Roma, avverrà la presentazione al pubblico del libro “Il militare, quando l’uomo trascende la professione – Nuovi modelli e antichi valori per una professione al servizio della nazione” scritto da Antonello Ciavarelli e Fabrizio Sprega.

All’importante evento culturale per il personale militare presenzieranno l’Ammiraglio di Squadra Marcantonio Trevisani, Presidente del Centro Alti Studi per la Difesa ed interverranno il Capitano di Vascello (CP) Franco Pescatori e il Prof. Giuseppe dalla Torre, Magnifico Rettore della L.U.M.S.A.

L’intervento sarà moderato da Daniel Della Seta giornalista e conduttore Radio Rai.

Fabrizio Sprega: esperto di consulenza di direzione nel campo delle risorse umane, insegna psicologia delle organizzazioni nel corso di laurea in Scienze dell’Amministrazione e dell’Organizzazione della LUMSA di Roma. È docente sui temi della gestione delle risorse umane, della formazione e del change management in master universitari e corsi di specializzazione. Ha pubblicato tra l’altro: Il Coaching Organizzativo, Franco Angeli (2002). Modelli di Psicologia del lavoro e delle Organizzazioni, Armando Editore (2008). Organizzazione aziendale e gestione delle risorse umane. In: Pozzi, G. (Ed.), Salute mentale e ambienti di lavoro: conoscere e tutelare dal disadattamento al mobbing, Franco Angeli, (2008). Addetti alle vendite. Le tecniche e i metodi per ottimizzare le vendite, Collana Manuali Iperclub, (2008). Tecniche di vendita proattiva, Collana Manuali Iperclub, (2008). Tecniche di vendita avanzata, Collana Manuali Iperclub, (2008). Coaching in azione, Collana Manuali Iperclub, (2008).

Antonello Ciavarelli: laureato con lode alla LUMSA di Roma in Scienze dell’Educazione, con una tesi che ha vinto il prestigioso premio Tincani. È inoltre laureato in Scienze Politiche sempre presso la stessa università, presso la quale ha conseguito il Master di II livello in Esperto in politica. È stato cultore della materia presso la cattedra di comunicazione politica.
Maresciallo della Guardia Costiera M.M., è un profondo conoscitore degli aspetti professionali, sociali e umani e della condizione del personale militare, conoscenza maturata anche grazie all’incarico di delegato del Cocer dal 2002 (massimo organismo a carattere nazionale per la tutela dei militari, che si confronta con Istituzioni e Organi Costituzionali), carica che lo ha visto per la seconda volta primo degli eletti nel 2006. Sino da ragazzo è coinvolto nell’associazionismo come membro attivo di associazioni cattoliche e sportive a cui tuttora vi partecipa attivamente.

Di seguito, la presentazione del libro a cura del Prof. Giuseppe Della Torre

In un noto passo dei suoi scritti sant’Agostino afferma che lo stato di militare non è male in sé, ma può diventarlo per le condizioni concrete di vita che sono proprie dell’esperienza militare e che possono indurre a scelte eticamente riprovevoli: “non enim militare delictum est, sed propter praedam militare peccatum est” (Ep. CLXXXIX).
In effetti in certe evenienze estreme, in ragione delle quali esistono le forze armate ed alle quali il militare deve essere adeguatamente preparato, l’individuo può essere preso dalla tentazione di volgere l’uso della forza, del tutto legittimo e ragione stessa della milizia, in violenza, che è in sé un male, per la sua intrinseca struttura contraria alla giustizia. Qui è la ragione della necessità di una particolarissima attenzione da dedicare alla formazione di quanti sono chiamati ad esercitare la professione militare; una attenzione certamente maggiore di quella pure richiesta per la formazione a qualsiasi attività professionale e, più in generale, alla formazione del cittadino. Una formazione che deve essere permanente, inquadrata in una esperienza di vita caratterizzata da principi necessari e qualificanti quali quelli di autorità e di disciplina, nella quale i pur fondamentali diritti e le libertà costituzionalmente garantite a tutti, devono trovare una esplicitazione ed una tutela coerenti con le esigenze peculiari di una comunità dai caratteri fortemente totalizzanti.
Sul versante giuridico, si tratta della linea valoriale indicata nel terzo comma dell’art. 52 della Costituzione, secondo cui “L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica”. Una disposizione, questa, relativamente alla quale rimangono fondamentali le pagine scritte mezzo secolo fa da un insigne giurista, grande maestro di umanità e fervente cattolico, ucciso per mano terroristica: Vittorio Bachelet.

Qui interessa invece sottolineare i profili pedagogici della questione. Perché, per le ragioni accennate, quella del militare non può essere solo una, seppur elevatissima, formazione professionale, non può limitarsi ad un raffinato addestramento.

Necessita, più oltre, di una vera e propria educazione dell’uomo, di tutto l’uomo, tenendo appunto conto delle peculiari sfide che il militare potrebbe trovarsi ad affrontare e per le quali propriamente viene preparato.
Ma quale educazione? A quali valori? Interrogativi di sempre, che però nell’odierna società individualistica e plurale, che è divenuta una sorta di pantheon di differenti tavole etiche, appaiono particolarmente evidenti e pressanti. È, in fondo, per contribuire a dare una risposta a tali interrogativi la ragione di questo volume. Esso è stato scritto con la dichiarata preoccupazione degli autori che sia assicurata la “crescita virtuosa” dell’uomo militare, che sia favorita la sua “robustezza interiore”, che sia perseguita una “interiorità fortemente strutturata”. Si tratta di un obbiettivo nobile ed alto: l’augurio è che questa pubblicazione possa efficacemente concorrere al suo perseguimento.

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