Riorganizzazione della Difesa: alla Camera esame dello “Schema D.P.R. recante modifiche al testo unico disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare”

ministero_difesaTra le azioni previste, la soppressione della Direzione Generale della Sanità militare. I sindacati:”verso il completo sfascio”. Roma, 18 ott – Mercoledì 20 ottobre, alle ore 8.45 si terrà l’audizione del Segretario generale della difesa, Biagio Abrate, che sarà sentito in merito allo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare Icon_External_Link, a cui seguirà, il giorno successivo nella seduta mattinale dell’Assemblea, l’esame dell’atto del governo in questione volto sostianzalmente ad una radicale traformazione e riduzione delle strutture del ministero della Difesa.

Vibrate proteste nei confronti del DPR di riorganizzazione arrivano dalla DIRSTAT,  la Federazione indipendente di Associazioni e di Sindacati operanti nel pubblico impiego che rappresenta i funzionari della carriera direttiva, i dirigenti e le elevate professionalità pubbliche dipendenti da ministeri, enti pubblici, enti di ricerca, università, aziende autonome, nonché da enti ed aziende nate da processi di trasformazione o privatizzazione di settori pubblici (tipo Poste e Ferrovie).

In linea generale, osserva DIRSTAT,  «la proposta di ristrutturazione del Ministero della Difesa, che si vuole far passare come un “ineludibile processo di razionalizzazione dell’assetto organizzativo” altro non è che un malcelato tentativo di ulteriore inaccettabile riduzione del personale civile, a favore della componente militare, con soppressione di posizioni dirigenziali di livello non generale, nonché abbattimento delle dotazioni organiche del personale civile livellato.»

«Tale ristrutturazione – prosegue la nota della DIRSTAT – che consegue alla precedente ristrutturazione, non ancora attuata, di cui al D.P.R. 145/2009, è ritenuta irrazionale e dispendiosa per l’Amministrazione Difesa la cui funzionalità non solo non viene incrementata ma, al contrario, viene compromessa in settori importanti e strategici.
E’ eminentemente un’operazione di facciata, condotta con il criterio ragionieristico, tendente unicamente a far quadrare numeri (posizioni dirigenziali soppresse rispetto a quelle risultanti) senza alcuna logica operativa e di funzionalità degli apparati.
Da sottolineare l’aspetto palesamente distorsivo dovuto al semplice trasferimento dall’area tecnico-amministrativa a quella tecnico-operativa di numerose posizioni dirigenziali militari che, invece, vengono fatte passare per soppressione delle stesse (vedasi al riguardo la proposta di soppressione di DIFESAN “i cui compiti vengono assorbiti dall’area dello S.M.D.”).»

«Proprio la paventata soppressione della Direzione Generale della Sanità Militare pone i maggiori dubbi e perplessità in quanto:
– di fatto viene fortemente indebolito, avviandolo al completo sfascio, un delicato ed insostituibile servizio a favore delle FF.AA. sia in patria che all’estero;
– si rischia di disperdere un ingente e prezioso patrimonio di esperienze e competenze, acquisito negli anni, nell’ambito delle convenzioni sanitarie, dei rimborsi delle spese sanitarie, del contenzioso sanitario e delle acquisizioni di materiale sanitario;
– la spartizione dei compiti tra S.M.D. (Area operativa) e COMMISERVIZI (Area amministrativa) considerato anche la differente ubicazione logistica degli enti interessati, non può funzionare efficacemente per ovvi motivi di carattere tecnico-amministrativo, senza considerare che, al momento, non è dato sapere “chi farà che cosa”!
– delicate funzioni connesse al Servizio trasfusionale militare, all’Osservatorio epidemiologico della Difesa, nonché al Contenzioso sanitario, rischiano di essere inevitabilmente compromesse e/o disperse.»

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