RIORDINO DELLE CARRIERE: ECCO LA BOZZA DELLO STATO MAGGIORE DIFESA

militari_afghanistanRoma, 13 lug – Ricevuta dal sito internet Sergenti.it, pubblichiamo la bozza del riordino che ci assicurano essere quella elaborata dallo Stato Maggiore della Difesa.

In genere GrNet.it non pubblica “bozze” di provvedimenti, attendendo l’emanazione della norma definitiva, ma questa eccezione viene fatta per dare conto agli operatori del comparto della reale situazione in merito all’annoso problema che si trascina ormai da troppo tempo.

Sgombriamo il campo da ogni equivoco: il documento allegato a questo articolo non è, in sostanza, il riordino delle carriere come se lo aspetta ogni operatore del comparto, cioè un progetto ben articolato di riassetto di compiti e funzioni, ma appare essere una bozza di disegno di legge delega al Governo.

Questa “bozza” non ci entusiasma particolarmente, per due motivi:

1) non è detto che la delega al governo si trasformi in un provvedimento di legge perchè sono ben poche quelle che  rispettano i tempi canonici per produrre effetti legislativi (12 mesi)

2) la copertura finanziaria è largamente insufficiente per  dare corpo ad un vero riordino.

In merito al secondo punto, giova ricordare che per varare un progetto serio di riordino per tutto il comparto Sicurezza e Difesa, è necessaria una copertura finanziaria che si stima essere superiore al miliardo di euro. Le risorse disponibili sono ad oggi le rimanenti stanziate dal governo Prodi, che si aggirano intorno ai 180 milioni di euro, quindi largamente insufficienti.

Nel frattempo nelle varie commissioni si affollano proposte di legge che, se possibile, contribuiscono ad elevare il livello di incertezza e confusione. Tra quelli più invise sicuramente le proposte di legge che intendono, tout-court, accorpare il ruolo Sovrintendenti/Sergenti/Brigadieri con quello subordinato degli Agenti/Sottocapi/Appuntati.

La sovrabbondanza di proposte di legge insomma sembra rispecchiare una superficialità imbarazzante che serve, a nostro avviso, per creare un gran polverone che nasconda agli occhi degli interessati il vero problema.

Non ci sono i soldi per fare il riordino delle carriere. Le nozze coi fichi secchi tutti sanno come vanno a finire, ma per adesso sembra l’unica strada che il governo è disposto ad imboccare – stante l’evidente calo di consensi registrato nelle fila degli operatori  del comparto, nelle cui orecchie risuonano ancora i proclami e le promesse fatte loro in campagna elettorale – è quello della cortina fumogena farcita da spot più o meno convincenti.

Naturalmente speriamo che l’esecutivo, in tempo di crisi, riesca a raggranellare le somme necessarie alla bisogna, magari intensificando la lotta all’evasione fiscale invece di cedere nuovamente alla tremenda tentazione rappresentata dall’emanazione di condoni, per come riportano alcuni organi di stampa (La repubblica e il Sole 24 Ore)

ECCO LA BOZZA DEL RIORDINO

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