Retribuzioni: aumentano del 4,3% ma per insegnanti e militari solo dello 0,6%

militari4Roma, 2 set – Non si vedeva da 17 anni, in Italia, un mercato dell’auto cosi’ “ridotto”. Tra agosto 2009 e 2010 le vendite sono scese del 19,27 per cento. Conti pubblici, tengono le entrate fiscali. Scrive il CORRIERE DELLA SERA: “Il fabbisogno tendenziale migliora di oltre 9 miliardi di euro, l’occupazione frena specialmente nelle grandi imprese e le retribuzioni aumentano del 4,3 per cento per i dipendenti regionali ma di appena lo 0,6 per centoIcon_External_Link per insegnanti e militari. Questa la fotografia dell’economia del Paese, mentre da Washington gli sceriffi del Fondo monetario internazionale in un paper – “Fiscal space” – mettono l’Italia tra i 4 Paesi (con Giappone, Portogallo e Grecia) con minor margine manovra per ridurre le tasse a causa dell’alto debito pubblico “vicino a un livello insostenibile”. “Eventuali default dei Paesi a rischio — precisa l’Fmi — sono improbabili ma si deve procedere con il risanamento”. Il fabbisogno (la differenze tra entrate e uscite al netto degli interessi) nei primi otto mesi del 2010 è calato di 9,1 miliardi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il risultato, pur peggiorato in agosto di 900 milioni di euro, è stato raggiunto grazie alla buona performance delle entrate fiscali e – soprattutto – al gettito degli studi di settore che era stato fato slittare da luglio ad agosto. “Dal lato dei pagamenti – precisa una nota del ministero del Tesoro – il saldo del mesi di agosto sconta maggiori rimborsi fiscali in larga parte compensati da minori erogazioni alle amministrazioni locali”.Come era prevedibile, continua l’onda lunga della crisi specie sull’occupazione. Se il Pil nel corso dell’anno è tornato in area positiva trascinato dal boom delle esportazioni tedesche, il mercato del lavoro fatica ad adeguarsi. Secondo i dati forniti dall’Istat, l’occupazione a giugno nelle grandi imprese è calata dello 0,1 per cento rispetto a maggio e dell’1,7 rispetto allo stesso mese di una anno fa. Dati influenzati dall’enorme ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria: al netto della Cig, infatti, il calo è stato dello 0,3 per cento sul mese e dello 0,6 per cento sull’anno. Le retribuzioni invece tengono il passo. Anzi migliorano rispetto al tasso di inflazione. Se il costo della vita in un anno è salito di appena l’1,7 per cento, i salari sono aumentati – nello stesso arco di tempo – del 2,4 per cento. I comparti produttivi che più hanno beneficiato sono quello alimentare (+5,2 per cento) e delle telecomunicazioni (+4,5 per cento). Contrariamente a tutti gli sforzi annunciati dal governo per contenere le spese locali l’Istat rileva che i dipendenti delle Regioni e delle varie amministrazioni, servizi sanitari compresi, hanno ricevuto stipendi aumentati del 4,3 per cento. I lavoratori dei ministeri, della scuola e i militari sono invece agli ultimi posti con aumenti di appena lo 0,6 per cento nettamente al di sotto anche dell’inflazione. Un dato questo su cui riflettere”. (Il Velino) ico_commenti Commenta

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