Privacy, HIV: garante accoglie reclamo di un lavoratore del ministero della Difesa

ministero_difesaROMA, 17 NOV – ‘Idoneo’ o ‘non idoneo’ al servizio: sono le sole informazioni che possono comparire sui certificati medici legali che attestano l’idoneita’ al servizio di un lavoratore. Nessun riferimento a patologie sofferte e’ consentito e dunque ai dipendenti sieropositivi deve essere assicurata garanzia assoluta di anonimato. Questi principi sono stati ribaditi dal Garante per la privacy che, con un provvedimento di cui e’ stato relatore Mauro Paissan, ha ritenuto fondato il reclamo di un dipendente del ministero della Difesa. All’amministrazione e’ stato vietato far circolare al suo interno informazioni sulla salute del lavoratore, specie quelle relative all’Hiv. Il dipendente – spiega la Newsletter del Garante – si era rivolto all’Autorita’ contestando le modalita’ con cui i suoi dati personali erano circolati all’interno del ministero. Nome del dipendente e diagnosi, erano infatti presenti nel verbale della visita collegiale trasmesso dalla commissione medica all’Ispettorato di sanita’ della marina militare. E anche la copia del verbale inviata all’ufficio del personale con la diagnosi ‘sbarrata e omessa’, consentiva, seppur indirettamente, di risalire all’infezione Hiv, essendo l’unica patologia per la quale e’ prevista la ‘cancellazione’ dai verbali di accertamento medico. Il Garante, oltre a inibire l’uso dei dati del dipendente, ha ordinato al ministero di conformare alla normativa sulla riservatezza la circolazione dei dati sanitari al suo interno. D’ora in poi il ministero dovra’ utilizzare un attestato che riporti il solo giudizio medico legale senza diagnosi, anziche’ il verbale integrale della visita collegiale. Da modificare anche il modello di informativa: i lavoratori dovranno essere chiaramente informati dell’obbligatorieta’ o meno di fornire dati sulla propria salute e delle relative conseguenze nell’ambito degli accertamenti medico-legali ai fini dell’idoneita’ al servizio. (ANSA)

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