Precari in Afghanistan, la denuncia del Cocer

1Fiumi di retorica e pochi soldi. Almeno uno dei paracadutisti morti in Afghanistan era un «precario», rischiava cioè di perdere il posto di lavoro, al pari di molti suoi colleghi, a meno di un’inversione di tendenza nel bilancio della Difesa.

Precari anche tra i parà della Folgore, al pari di maestri e professori. Nessuno se ne è ricordato in queste ore di affermazioni solenni e patriottismo esibito. Ma il Cocer dell’Esercito all’incontro del Governo con le parti sociali sulla Finanziaria non ha potuto fare a meno di ricordare che a difendere patria e bandiera ci sono precari. «Se la finanziaria 2010 confermerà per la difesa il bilancio programmato già dallo scorso anno – hanno sottolineato gli esponenti del Cocer interforze – si crea una forte possibilità che parte del personale militare in ferma venga congedato. Ciò perchè la diminuzione delle risorse ridurrà la possibilità di immettere il personale in servizio permanente nelle Forze Armate e viste le limitazioni per i passaggi nelle Forze di Polizia».

Il Cocer per questo ha chiesto di  «trovare risorse adeguate per impedire il verificarsi di ciò è anche un dovere morale sia perchè in questa situazione avrebbe potuto trovarsi uno dei paracadutisti morti a Kabul, sia perchè la stessa investe in generale tanti giovani con sei, otto anni di servizio che hanno adempiuto al loro dovere più volte in varie parti del mondo a difesa della sicurezza della Nazione». (unita.it)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.