Polizie senza soldi, crimini più facili

polizia1Sindacati delle forze dell’ordine e Cocer annunciano una manifestazione unitaria. Roma, 16 lug – (di Silvia D’Onghia) “Noi non ci stiamo ad arrenderci alla mafia, non possono toglierci le risorse per combattere questo cancro della società”. La frattura tra le Forze dell’ordine, le Forze armate e il governo della sicurezza si è ormai definitivamente consumata. Non è bastato a calmare le acque l’intervento in aula del capogruppo dei senatori Pdl Maurizio Gasparri, che ieri ha tentato di rassicurare il comparto sui tagli previsti nella manovra finanziaria. Così come non basta l’accantonamento dei 160 milioni di euro in due anni (anzi, 80 per il 2011 e 80 per il 2012, precisano i sindacati di polizia) a coprire quello che viene valutato un vero e proprio “tradimento, non solo alla polizia, ma soprattutto agli elettori”. Parole del segretario generale del Siap, Giuseppe Tiani, condivise in realtà da tutti gli organi di rappresentanza. Gli unici a non aver firmato il documento dato poi alla stampa sono i Cocer dei carabinieri. Tutti gli altri (Polizia, Finanza, Esercito, Marina, Aeronautica, penitenziaria e Corpo forestale) parlano con una voce   sola e annunciano azioni eclatanti. Per cominciare una manifestazione unitaria, la settimana prossima, in concomitanza con la discussione della manovra alla Camera. Sarà strano veder sfilare tutti insieme quei simboli che hanno fatto vincere a Berlusconi la campagna elettorale del 2008, quando bisognava rendere l’Italia più sicura.

Eppure ci hanno sperato fino all’ultimo: “Abbiamo chiesto in tutte le lingue al governo di sedersi al tavolo con noi e di valutare le nostre proposte – afferma Felice Romano, segretario generale del Siulp – Capiamo di dover fare sacrifici come tutti gli altri cittadini, ma questi tagli generalizzati vanno ad incidere sul funzionamento e sulle attività della polizia”. “Avevamo chiesto di fissare un tetto di amministrazione senza cambiare il saldo, ma non hanno ascoltato neanche questo”, gli fa eco Tiani.

La cosa che fa arrabbiare di più è la decisione che i redditi, compresi i trattamenti accessori, non potranno superare quelli del 2010. E tra i trattamenti accessori rientrano le indennità di ordine pubblico e i servizi esterni (le volanti che controllano il territorio e le pattuglie della stradale in autostrada, per esempio). “Facciamo un esempio – prosegue Tiani – se l’anno prossimo ci sarà un campionato di calcio particolarmente caldo, o una serie di manifestazioni, per cui serviranno   molti più poliziotti, noi arriveremo al quarto mese dell’anno e non avremo più personale da mandare in ordine pubblico. A meno di non volerlo far lavorare gratis”.

“Questo si chiama sfruttamento – secondo Romano – Quei milioni stanziati dovrebbero servire ad eliminare la previsione anticostituzionale secondo cui, se domani io divento dirigente, continuo a prendere lo stipendio della qualifica che avevo prima, ma rispondo delle funzioni dirigenziali, con responsabilità maggiori”. “Tutto questo inciderà direttamente sull’attività di controllo del territorio e sulla sicurezza dei cittadini – assicura il segretario generale del Sap, Nicola Tanzi – ci sentiamo abbandonati. Il governo si prende il merito di operazioni, come quella che ha portato all’arresto di 300 ‘ndranghetisti, che invece sono il frutto del lavoro di poliziotti e magistrati, e non certo delle loro politiche”. Senza dimenticare che l’intero comparto (circa 500 mila uomini) è senza contratto dalla fine del 2007 e, stando alla manovra, non vedrà il rinnovo economico fino al 2013. Gli operatori della Sicurezza e della Difesa, tanto cari (a parole) a Maroni e La Russa, sono amareggiati, delusi, arrabbiati. E non escludono gesti eclatanti. “L’esasperazione porta a brutti gesti”, temono i più avveduti. Altro segnale inquietante: i blog dei poliziotti sono pieni di commenti avvelenati di carabinieri, che poco si sentono rappresentati in questa comune battaglia. (Il Fatto Quotidiano) ico_commenti Commenta

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