Omicidio Melania Rea: spunta l’ipotesi di un militare presunto complice di Parolisi

Melania-Rea-sorridenteAncona, 27 lug – Se la Procura di Teramo non commenta indiscrezioni su un militare presunto complice di Salvatore Parolisi,  il caporalmaggiore dell’esercito in carcere per l’omicidio della moglie Melania Rea , l’ipotesi che qualcuno lo abbia aiutato a depistare le indagini, in particolare infliggendo colpi post mortem al corpo della povera donna, è soppesata anche nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Ascoli Carlo Calvaresi. Perchè è certo che qualcuno è tornato sul luogo del delitto, ha lasciato ferite e segni a forma si svastica sul cadavere (con l’impiego di un’arma diversa rispetto a quella usata per uccidere la donna) e indizi fuorvianti, come la siringa infilzata sotto un seno di Melania e il laccio emostatico accanto al corpo.

Si presume che tutto questo sia accaduto poco prima del rinvenimento del cadavere, il 20 aprile. Se Parolisi non ha avuto un complice, allora lui stesso è riuscito a ritagliarsi uno spazio di tempo per compiere la messinscena. La notte tra il 18 e il 19 aprile Salvatore dorme con il fratello del suocero nella casa dove abitava con la moglie Melania a Folignano. Il 19 aprile, quando Melania è ormai morta, chiama al cellulare la sua amante, Ludovica. Sono le 8:17. La donna non risponde. Alle 11 Parolisi esce da casa dicendo che è diretto in caserma; non vuole essere accompagnato da nessuno. Alle 11:21 riprova a chiamare Ludovica, lei risponde e i due parlano fino alle 11:46. Dalle 13:30, poi, secondo la testimonianza di un suo collega, il caporalmaggiore dell’esercito è in caserma, dove resterà fino alle 19.

parolisi-melania-reaAlle 15:10 Parolisi telefona all’amica del cuore di Melania, Imma. Alle 16:01 c’è la cancellazione dell’amicizia con Ludovica su Facebook. Dal tardo pomeriggio e fino alle 22 è al pianoro di Colle San Marco. Lo stesso militare che ha trascorso con lui la mattinata riferisce che, insieme, restano sul luogo della “scomparsa” di Melania fino all’una di notte Quella stessa notte Parolisi gli dice che desidera dormire in caserma, ma il collega lo convince a tornare a casa, dato che la bambina, Vittoria, era stata tutta la giornata con i nonni.

Parolisi dice di voler dormire in caserma a un altro collega, ma anche questo lo convince a tornarsene a casa dicendogli che alla “Clementi” quella sera non c’è posto per alloggiarlo. Così Salvatore trascorre la notte tra il 19 e il 20 a casa sua, insieme ai parenti di Melania. Il 20 aprile si svegliano alle 6:30. Il cadavere di Melania sarà ritrovato nel primo pomeriggio di quel giorno. Questi sono alcuni degli spostamenti del caporalmaggiore ricostruiti attraverso testimonianze e intercettazioni. Ci sono diversi “buchi” temporali, in cui Parolisi potrebbe essere riuscito a “sganciarsi” da parenti e colleghi, mentre erano ancora in corso le ricerche di Melania, e aver raggiunto il Bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella, per infierire sul corpo della moglie. (ANSA)

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