Omicidio di Melania Rea: cronologia dei tre mesi, dal delitto alla richiesta di arresto per Parolisi

Salvatore-Parolisi-e-Melania-ReaAncona, 15 lug – Sono passati quasi tre mesi tra l’omicidio di Melania Rea, trovata uccisa a coltellate il 20 aprile scorso nel bosco delle Casermette di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo), e la richiesta di arresto del marito Salvatore Parolisi, unico indagato. Queste le tappe salienti dell’inchiesta.
 
18 aprile – Carmela “Melania” Rea scompare da Colle San Marco, dove – questa la versione del marito, istruttore delle soldatesse del 235° Rav Piceno – si sarebbe recata con lui e la figlioletta di 18 mesi, dopo le 14:10. Parolisi racconta che si era allontanata per andare alla toilette di un ristorante vicino, ma nessun testimone conferma la presenza di Melania sul pianoro. Un’amica la chiama inutilmente al cellulare alle 14:40. Alle 15:26 la prima chiamata del marito, senza risposta. Alle 15:30 lui da’ l’allarme: “Me l’hanno presa”.

19 aprile – Il padre Gennaro Rea rivolge un appello in Tv. Il marito invece non partecipa alle ricerche, ma rimane in caserma, dove (si scoprirà poi), cancella il profilo su Facebook con il quale chattava con una soldatessa con cui aveva una relazione.

20 aprile – Un anomimo telefona da una cabina del centro di Teramo: c’è un corpo nel Bosco delle Casermette. E’ Melania, massacrata con una trentina di coltellate, i pantaloni abbassati, una siringa piantata nel seno e vari tagli inferti post mortem (uno a forma di svastica) nel tentativo di depistare. Aggressione rapida alle spalle, secondo il medico legale Adriano Tagliabracci, con un piccolo coltello a lama piatta che non è stato ritrovato. La morte è avvenuta intorno all’ora della presunta scomparsa. Accanto al corpo l’anello di fidanzamento, forse lanciato in un impeto di rabbia.

22 aprile – Salvatore Parolisi “mima” con gli investigatori la scena della “scomparsa” di Melania, e si dispera. Nella notte viene ascoltato come persona informata sui fatti e parte offesa e ripete la sua versione. Qualche giorno dopo però si scopre che ha un’amante, Ludovica P., sua ex allieva. Lei ha un’alibi, ma i due si sono sentiti il giorno prima del delitto e anche dopo. Comunicano con un telefonino “dedicato”, che il militare getterà poi nel campo sportivo di Folignano. E spuntano altre relazioni extraconiugali minori.

10-11 maggio – Due interrogatori fiume per Parolisi, nella caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna, in Campania davanti al pm Umberto Monti. Il militare non cambia versione: “Ho sbagliato a tradire Melania, ma non l’avrei mai uccisa”. Frasi che ripeterà anche in Tv. Consegna indumenti e scarpe al Ris, dopo essersi già sottoposto al prelievo del Dna. Però si contraddice: racconta di avere visto le foto del cadavere scattate con il cellulare dall’amico Raffaele Paciolla, ma questi lo smentisce. Racconta anche di aver fatto l’amore con la moglie una decina di giorni prima della morte, proprio nel Bosco delle Casermette.

16 maggio – Duemila persone partecipano ai funerali di Melania a Somma Vesuviana.

19 maggio – Perquisizione dei Ris in casa Parolisi a Folignano. Vengono prelevati abiti, uno zainetto tattico, un plaid da pic-nic, una chiavetta Usb e alcuni appunti di Melania. Sequestrati anche un pc fisso e uno portatile.

26 maggio – Parolisi, ancora non indagato, nomina due avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, noti per i processi sui delitti Meredith, Sara Scazzi, l’Olgiata.

salvatore-parolisi21 giugno – Il marito di Melania è iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario aggravato.

24 giugno – Invitato a comparire davanti ai pm della Procura di Ascoli Piceno, passa attraverso una folla di telecamere, fotografi, giornalisti e curiosi. Si avvale della facoltà di non rispondere. “Un scelta tecnica” spiegano i suoi legali. Intanto i familiari di Melania cominciano a prendere le distanze da lui e lo invitano più volte a dire “tutto quello che sa”.

29 giugno – Sequestrata la Renault Scenic del caporalmaggiore.

1 luglio – Il gip Carlo Calvaresi respinge l’istanza di incidente probatorio, presentata dagli avvocati Biscotti e Gentile, perchè troppo generica e ritenuta tendente a rallentare le indagini. In un’intervista Tv Ludovica lo difende. “Salvatore ha sbagliato, ma non è un assassino”.

5 luglio – Viene effettuato un “inventario” dei circa 100 reperti raccolti dai carabinieri del Ris nel Bosco delle casermette e in altri luoghi, alla presenza dei consulenti di parte.

8 luglio – Durante una perquisizione a casa di Parolisi a Frattamaggiore e una a casa Rea a Somma Vesuviana i carabinieri sequestrano due valige piene di indumenti. Negli stessi giorni, gli investigatori hanno il permesso di accedere agli archivi di Facebook e ai messaggi del profilo cancellato del militare.

11 luglio – Il caporalmaggiore riprende servizio alla caserma Clementi di Ascoli, non più addetto all’addestramento delle reclute femminili, ma all’amministrazione. Abita anche in caserma, dato che ha lasciato l’appartamento in affitto a Folignano il cui contratto è scaduto.

13 luglio – Depositata la relazione sull’autopsia (compreso un supplemento di perizia) di Melania, fondamentale per determinare la competenza territoriale dell’inchiesta: se vengono confermate le indiscrezioni sul luogo del delitto, che sarebbe a Ripe di Civitella, il procedimento dovrebbe passare alla Procura di Teramo.

15 luglio – Si diffonde la notizia che la procura di Ascoli ha chiesto al gip un provvedimento cautelare per il vedovo. I suoi legali annunciano che chiederanno un’ispezione ministeriale per la fuga di notizie. (ANSA) 

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