Nuovo Codice delle missioni all’estero, Cocer: “no” unanime

Sì all’introduzione di “fattispecie contravvenzionali” nel Codice penale militare. Roma, 20 gen – I Cocer delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento militare sono stati auditi in Senato presso la 4ª Commissione Difesa in merito alla stesura di un terzo Codice militare (A.S. 2099 recante “delega al Governo per l’emanazione del Codice delle Missioni Militariall’Estero”) e sulla riforma del Codice Penale Militare di Pace (A.S. 335 recante “delega al Governo per la riforma del CPMP ed introduzione dell’art. 4 bis della legge 7 maggio 1981 n.180”). Unanime il “no” alla stesura di un terzo Codice.

“Questo Consiglio esprime, unanimemente – si legge in una nota del Consiglio centrale di Rappresentanza militare – , la propria contrarietà circa l’opportunità di provvedere alla stesura di un terzo codice (A.S. 2099) per le missioni militari internazionali. Sull’esempio di altri Paesi, si ritiene invece opportuno, recepire le istanze dettate dal diritto internazionale tramite l’integrazione dei precetti contenuti nel vigente codice militare di pace. Tuttavia, tale processo di integrazione di norme non può essere scevro da un
parallelo, contestuale ed inscindibile processo di rivisitazione dell’intero impianto penale militare sia per il tempo di pace che di guerra anche alla luce del mutato assetto sociale e normativo nazionale e internazionale in cui i militari sono chiamati ad operare”.

Eliminare dall’attuale Codice Penale militare le norme anacronistiche.

“In particolare – continua il documento – , si ritiene che le logiche anacronistiche che hanno animato il legislatore nel 1940 in materia di ricorso alla sanzione penale detentiva anche per condotte dal basso disvalore sociale, non possano più trovare seguito in un contesto dove il fattore “infamante” e desocializzante della condanna penale, ne consigliano
la previsione solo dove questa consista l’estrema ratio. Per tale motivo, in un ottica di riforma dell’intero sistema penale militare, si ritiene che le integrazioni ai codici vengano valutate unitamente alle ipotesi di abrogazione, depenalizzazione e/o creazione di fattispecie contravvenzionali, in sostituzione dell’attuale impianto basato solo su ipotesi delittuose. In tale processo rifonnatore, si auspica che questo Consiglio venga preventivamente sentito”.

«Ho affermato in Commissione Difesa che già dal titolo, c’è qualcosa che rende meno chiari i motivi della condizione del militare in missione all’estero. Se non si tratta di missione di guerra e non si tratta di missione di pace, in che tipo di condizione ci si trova»?

Così Antonello Ciavarelli, maresciallo del Cocer Marina per il Corpo della Guardia Costiera. «Solo se l’obiettivo è ben chiaro, si può dare il senso dell’agire. Qual è il motivo per inasprire le pene al codice di pace per i militari in missione, quando il loro comportamento è impeccabile e generoso a tal punto da sacrificare la propria vita? Vada per i sacrifici economici, ma si è anche in un periodo dove si avverte un arretramento sotto l’aspetto dei diritti. Il nuovo codice dell’ordinamento militare, su cui si dovrà lavorare urgentemente, è un esempio. Che tutele avranno i militari in missione internazionale»?

Leggi il documento del Cocer

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