Nuovi tagli alla sicurezza I sindacati: «È bancarotta»

marea_polizia_postRoma, 28 nov – (di Claudia Fusani) Adesso lo dicono anche le tabelle del Viminale: nel 2010 il «comparto sicurezza» avrà 270 milioni in meno. Adesso non è più “solo” la rivendicazione dei sindacati di polizia o il conteggio strumentale di qualcuno. Adesso la bugia è messa a nudo ed è chiaro che il programma del governo per la sicurezza («ci saranno significativi aumenti per personale e mezzi») è fallito. E se già nel 2009 su è giù per l’Italia, da Trento a Messina si sono visti agenti autotassati per proseguire le ricerche dei latitanti e per aggiustare la toilette dell’ufficio (è successo a Palermo agli agenti della Mobile che hanno arrestato il boss Raccuglia, il vice di Matteo Messina Denaro) o sedi di commissariato di polizia sotto sfratto che sarà eseguito dai carabinieri (quello di piazza vescovio aRoma)e viceversa (la stazione dei carabinieri a Quarto Miglio), tranquilli: il prossimo anno sarà ancora peggio.

Tagli miliardari

La Caporetto della sicurezza è nelle cifre e nelle tabelle che ieri il sottosegretario all’Interno Michelino Davico ha presentato alla Commissione Affari costituzionali della Camera che ha dato il parere sulla Finanziaria. Il sottosegretario Davico ha spiegato che i tagli riguardano soprattutto il personale (il vicecapo della Polizia Cirillo ha detto che in cinque anni perderà circa diecimila agenti) nel senso che chi va in pensione non sarà sostituito, il fondo per la sicurezza urbana, l’affitto dei locali, la partecipazione ai progetti europei di Europol. Il problema è che i 270 milioni in meno per il 2010 fanno il solletico rispetto

siap-manifesta

Manifestazione del comparto Sicurezza

al taglio vero, quello triennale deciso dalla legge 133 (l’operazione Brunetta) nell’agosto 2008 e che prevede nel triennio 2009-2011 un taglio complessivo di due miliardi e mezzo. Una cifra che un mese fa ha chiamato in piazza tutti i sindacati di polizia, uniti e compatti, da quelli di area di centrosinistra a quelli di area di centrodestra, dal Silp al Sap passando per Siulp e Siap. «Se il dramma è già oggi, l’apocalisse arriverà nel 2011» avverte Giuseppe Tiani, segretario del Siap che da mesi elabora dati e statistiche studiando direttamente dai libri di bilancio della Finanziaria e dei singoli ministeri. «Il taglio infatti è progressivo e se nel 2009 è stato pari al 21,9 %, nel 2010 sarà del 22,9%, nel 2011 arriveremo al 40,5 %». Cioè la sicurezza, uno dei punti cardine del programma elettorale del Pdl, quello per cui più di altri è stato chiesto il voto agli italiani, avrà un capitolo di spesa dimezzato. «Il risultato – spiega Claudio Giardullo, segretario del Silp-Cgil – è che andiamo verso un modello di sicurezza completamente diverso da quello attuale. E’ bene dirlo subito e chiaro: il risultato dei tagli sarà meno commissariati e stazioni dei carabinieri,meno personale in servizio».

 

«Collasso operativo»

volante-poliziaPer Marco Minniti, responsabile Sicurezza per il Pd, ormai si deve parlare di «collasso operativo del sistema sicurezza», emergenza di cui il ministro Maroni «è ben consapevole visto che ha chiesto, inascoltato, un miliardo e 800 milioni». E questo, aggiunge, «pone un problema politico grosso come una casa nel Pdl» perchè «è stato tradito il rapporto con gli italiani che hanno votato quel partito anche in nome delle promesse fatte sulla sicurezza. Adesso a quel blocco politico-elettorale che nel 2001 e nel 2008 ha votato destra anche in nome di maggiore sicurezza, restano solo promesse non mantenute». I tagli alla sicurezza sono sparsi nelle 34 missioni in cui il ministro Tremonti ha suddiviso la spesa pubblica. Per avere il quadro completo occorre spulciare tutte le missioni, anche la027dedicata a Immigrazione e Accoglienza. Anche qui c’è un taglio: 377,66 milioni in meno. «Significa che non faranno i Centri per gli immigrati promessi dalla Lega e dal ministro» dice Tanzi. Bancarotta di un sistema. Bancarotta delle promesse. (L’Unità)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.