Nato: ecco come cambia il nuovo concetto strategico

nato1Scudo anti-missile e cyber difesa tra le nuove priorità. Lisbona, 20 nov – E’ contenuta in un documento di 11 pagine, che i capi di stato e di governo dei 28 hanno approvato stasera al vertice di Lisbona, la risposta della Nato alle nuove sfide della sicurezza mondiale e ai tagli imposti dalla crisi ai bilanci della difesa. Il nuovo ”concetto strategico” sostituisce quello oggi in vigore, che risale al 1999, indicando a tutta l’Alleanza la tabella di marcia da seguire nei prossimi dieci anni. Premessa del documento, è la riaffermazione della vocazione della Nato a difendere il territorio e i suoi membri e la solidarietà tra alleati in caso che uno tra loro venga attaccato, cosi’ come stabilito dall’articolo 5 del trattato fondativo. Ma la nuova Nato sarà molto diversa da quella creata 61 anni fa. Il documento individua l’esigenza di modernizzare la struttura militare, adeguandola alle nuove minacce rappresentate dal terrorismo internazionale, la proliferazione dei missili balistici, gli attacchi informatici, il blocco dei rifornimenti economici ed energetici.

La nuova Nato si impegnerà ad andare verso l’obiettivo del disarmo nucleare, ma finchè nel mondo resteranno armi nucleari, l’organizzazione manterrà una dissuasione nucleare importante. Trarre la lezione imparata nei nove anni di “pantano” afghano è una delle esigenze a cui il concetto strategico intende rispondere. Quando la Nato parteciperà ad un intervento dello stesso tipo di quello in Afghanistan, dovrà lanciare fin dall’inizio un programma di formazione delle forze di sicurezza locali. E l’intervento militare sarà coordinato con quello civile e per la costruzione, nell’ambito di un ”approccio globale” con l’Onu e la Ue. La nuova Nato sarà anche più aperta a nuovi partenariati: la Russia (alla quale l’Alleanza propone una cooperazione anche nella difesa missilistica territoriale), ma anche i paesi emergenti come la Cina e l’India, i paesi del Golfo e quelli del Mediterraneo. E sarà molto più snella, per effetto della riforma delle strutture militari e civili. Il progetto ipotizza tagli attorno al 30%. I dipendenti del quartiere generale scenderanno da 13 mila a 9 mila. Le agenzie saranno raggruppate da 14 a tre. I comandi generali passeranno da 11 a 6 o 7. I 400 comitati saranno ridotti a 85. I tagli riguarderanno il ”grasso” e non i ”muscoli”, cioè il superfluo e i doppioni, non le capacità: ”dopo Lisbona – ha assicurato il segretario generale Ander Fogh Rasmussen – saremo più efficienti ed efficaci”. (ANSA)

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