MISSIONI ALL’ESTERO: MENO SOLDATI IN LIBANO PIU’ A KABUL

unifilitaliaRoma, 11 set – “L’Italia potrebbe rinunciare a chiedere il rinnovo del comando della missione Unifil in Libano, in scadenza nel gennaio prossimo, e lasciare campo libero alla candidatura della Spagna, problema molto sentito a Madrid – scrive LA STAMPA – : a patto che il governo Zapatero aumenti la propria presenza militare nel Paese mediorientale. Oggi sono presenti in Libano 2.400 militari italiani e un migliaio di spagnoli. Nei colloqui fra i ministri della Difesa dei due Paesi, La Russa e Chacon – nell’ambito del vertice italo-spagnolo di ieri alla Maddalena, guidato da Berlusconi e Zapatero – non si e’ comunque parlato di un incremento della presenza spagnola tale da superare numericamente quella italiana. Il governo di Roma punta soprattutto a un riequilibrio fra i due contingenti, in modo da poter ridurre il numero del nostro in vista di un possibile aumento di effettivi in Afghanistan. Il Libano e’ un dossier delicato, sul quale si giochera’ lo sviluppo dei rapporti fra le due capitali, segnate negli ultimi mesi da polemiche spesso strumentali e piu’ di facciata che di sostanza: basti pensare al tormentone del ‘sorpasso’ dell’Italia annunciato non senza ironia dal premier spagnolo per quanto riguarda il prodotto interno lordo. Un successo – legato quasi esclusivamente alla bolla immobiliare esplosa poi con la crisi mondiale – smentito oggi dall’amara realta’ delle cifre, che conferma una recessione in atto dall’autunno scorso: oltre 4 milioni di senza lavoro, record assoluto in 30 anni, tasso di disoccupazione al 20 per cento entro fine anno; crollo della produzione industriale del 20 per cento nel primo trimestre, deficit dello Stato quintuplicato in un anno. Tutto questo ieri e’ rimasto sullo sfondo: di crisi si e’ parlato in termini generali (‘la caduta e’ finita ma non c’e’ ancora ripresa’, ha sintetizzato Berlusconi), e in prospettiva del G20: Italia e Spagna sosteranno insieme la lotta alle speculazioni internazionali”.
“Altri dossier dovranno confermare la collaborazione fra i due Paesi, rilanciata ieri da Berlusconi e Zapatero. La lotta all’immigrazione clandestina, intanto: anche su questo tema non sono mancate nei due Paesi polemiche spesso ad uso interno (con la sinistra italiana che accusava i metodi del governo indicando a modello la Spagna socialista, e Berlusconi a ricordare che le espulsioni decise da Madrid sono state molto piu’ numerose di quelle italiane). Ieri i due leader hanno convenuto che si tratta di una lotta che coinvolge dunque tutta la Ue: la presidenza di turno spagnolo, che s’inizia il 1° gennaio, si battera’ con l’appoggio italiano perche’ l’impegno diventi comune. ‘Italia e Spagna hanno gli stessi problemi e le stesse soluzioni che l’Europa deve adottare’, ha detto Berlusconi difendendo la politica fin qui adottata dal suo governo (‘ci comportiamo in maniera cristiana e civile’). ‘Bisogna rendersi conto che le frontiere di ogni Paese sono tutte frontiere europee’, e che occorre dunque una politica solidale, ha confermato Zapatero.
Unita’ di vedute anche sull’Afghanistan: tocchera’ alla Spagna organizzare la Conferenza internazionale che imporra’ al nuovo presidente un ‘contratto’ con gli alleati, impegnandolo a una strategia a medio termine e alla presentazione delle tappe del programma di governo. Un appuntamento al quale l’Italia tiene molto, come ha confermato ieri il ministro Frattini. In questo ambito, di rilievo anche il riferimento italiano alla necessita’ di un esercito europeo. ‘E’ anacronistico – secondo Berlusconi – che ogni Paese Ue abbia le proprie forze armate, con dispendio di energie e risorse economiche’. La prospettiva – conclude LA STAMPA -, non sembra comunque immediata”. (Velino)

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