Missioni all’estero: 1.350 milioni di euro stanziati con decreto legge

afghanistan5Aumenta lo stanziamento per tutto il 2010. Roma, 3 ago – E’ atteso per oggi il disco verde definitivo, da parte dell’ Aula del Senato, del decreto che proroga di sei mesi il finanziamento delle missioni internazionali, Afghanistan compresa, alle quali partecipa l’Italia. Esaurita in serata la discussione generale, mancano le dichiarazioni di voto e il sì definitivo (il sì è scontato: non sono previsti, nonostante molti interventi critici di oggi, voti contrari; al limite, qualche astensione). Il decreto stanzia 1.350 milioni di euro per il finanziamento delle missioni italiane fino alla fine del 2010. Per l’Afghanistan il governo ha aumentato il budget della missione, portandolo da 310 a 364 milioni. Un aumento legato alla decisione del governo, presa alla fine dello scorso anno, di aumentare il contingente italiano di altre 700 unità. Gli uomini di stanza a Herat, che sono oggi 3.300, arriveranno entro la fine dell’anno a 4.000. Le maggiori spese saranno bilanciate da una riduzione degli uomini e , conseguentemente degli stanziamenti, per le altre missioni. I militari Italiani scendono infatti in Libano (da 1.900 a 1.780), nei Balcani (da 1.400 a 1.125), in Bosnia (da 250 a 170). Diminuiscono i finanziamenti anche per la partecipazione di militari italiani alle attività di addestramento delle forze armate irachene. Infine finisce la partecipazione italiana alla missione dell’Onu in Darfur per la quale la spesa scende dai 5,5 milioni del primo semestre ai 128 mila euro del secondo semestre. Dubbi sono stati espressi in fase di discussione generale, da diversi esponenti dell’opposizione. In particolare dall’Italia dei Valori, che propone un ripensamento, in particolare, della missione afghana. Il partito di Di Pietro insiste sul fatto che non si può appoggiare ”incondizionatamente” Karzai, ”eletto con un voto farsa” e troppo condizionato dallo strapotere dei ”signori dell’oppio”. Altri dubbi, dal Pd, sul taglio di ”spese utili” nel campo sociale e del soccorso medico, a favore di maggiori spese militari. Anche l’Api, con l’intervento di Francesco Rutelli, esprime critiche alla gestione dei conflitti tra Afghanistan, Pakistan e al ruolo dei servizi segreti di questi Paesi.

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