Mike Bongiorno: rubata la salma durante la notte

mike-bongiornoRoma, 25 gen – Il furto della salma di Mike Bongiorno è avvenuto durante la notte nel cimitero della frazione di Dagnente. Lo si apprende da fonti dell’Arma, secondo le quali la salma è stata prelevata dopo che è stata rotta la lapide della tomba. Questa mattina è avvenuta la scoperta: la tomba era stata aperta e la bara era sparita. E’ stato dato subito l’allarme e i carabinieri, con i militari della Scientifica, hanno incominciato ad indagare.

”Siamo sgomenti e increduli. Ci siamo raccolti in famiglia davvero sgomenti davanti all’accaduto”. Lo ha detto all’ANSA Michele Bongiorno junior, figlio primogenito di Mike Bongiorno. ”Non ci sono parole per commentare l’accaduto – ha aggiunto – è successo questa notte e l’abbiamo saputo un’ora fa. Adesso ci sono le forze dell’ordine che se ne stanno occupando, noi non abbiamo davvero parole”.

Al lavoro i carabinieri del RIS

I carabinieri del ris di Parma effettueranno alcuni rilievi nel piccolo cimitero di Dagnente, dove questa notte e’ stata trafugata la bara di Mike Bongiorno, per cercare elementi utili a ricostruire l’accaduto. Le indagini vengono svolte dai militari di Arona e Novara, coordinati dal procuratore Giulia Perrotti e dal sostituto Fabrizio Argentieri, della procura della Repubblica di Verbania.

Pippo Baudo: indignato per un’azione così sacrilega

“Sono indignato e dispiaciutissimo. Non ho parole. La ritengo una cosa sacrilega, disgustosa, sporca”. Pippo Baudo esprime cosi’ all’ADNKRONOS la sua amarezza per il trafugamento della bara di Mike Bongiorno. “Non so nemmeno immaginare cosa ci sia dientro – aggiunge Baudo – quale sia l’intenzione di questi profanatori. Oggi i delinquenti per fare denaro sono disposti a fare qualunque cosa, non hanno rispetto di niente, nemmeno delle persone morte. Prima anche il ladro aveva una sua “etica criminale”, oggi nemmeno quello. C’è la barbarie. Davvero bisognerebbe prendere sul serio il richiamo dei vescovi sul recupero della moralità”, prosegue il conduttore. “Spero solo – conclude – che Daniela (Zuccoli, la moglie di Mike, ndr.) e i figli di Mike rientrino in possesso il prima possibile dei resti del loro caro e che i malviventi che hanno fatto questo vengano puniti”.

Fiorello, senza parole per un atto così vile

“Non ho parole per commentare un atto così vile”. E’ la prima reazione di Rosario Fiorello alla notizia del trafugamento della salma di Mike Bongiorno cui lo showman era legatissimo.

Salme celebri trafugate, da Chaplin a Cuccia: nel mirino di ricattatori le spoglie di star del cinema, campioni sportivi, politici e finanzieri

Per la salma di Charlie Chaplin i rapitori chiesero 600.000 dollari, per restituire le mani dell’ex presidente argentino Juan Domingo Peron la richiesta fu di 8 milioni di dollari. La storia recente riserva diversi casi clamorosi di trafugamento delle spoglie di personaggi molto famosi, alcuni dei quali ricordano da vicino quanto accaduto stanotte alla bara in cui riposava Mike Bongiorno dall’8 settembre 2009. Le spoglie di Chaplin furono rubate il 2 marzo 1978 dal cimitero di Corsier sur Vevey (Svizzera) da due rifugiati politici, che chiesero un riscatto di 600 mila dollari. La salma fu ritrovata quindici giorni dopo vicino al villaggio di Neuville. L’altro caso che ebbe un’eco enorme al livello internazionale, accadde nel giugno 1987, quando nel cimitero di Chacarita a Buenos Aires, fu profanata la tomba dell’ex presidente Peron, morto nel 1974. Ignoti amputarono e rubarono le mani di Peron, chiedendo un riscatto di otto milioni di dollari. Ma la vicenda è rimasta avvolta nel mistero. Anche in Italia non mancano precedenti celebri. Il 23 febbraio del 1977 ignoti trafugano dal cimitero di Bari la cassa con la salma di Salvatore Matarrese, padre del deputato della Dc, Antonio. Prima di fuggire i ladri lasciano un messaggio firmato Nap, chiedendo il pagamento di un miliardo di lire per riavere il defunto. La bara viene pero’ ritrovata il 26 febbraio, nascosta in un loculo vuoto dello stesso cimitero.

Il 7 aprile del 1978 nel cimitero di Nurri, al confine tra le province di Nuoro e di Cagliari, viene rubata la bara con la salma di Giuseppe Serra, padre del veterinario provinciale di Cagliari. Secondo i carabinieri il furto ha come scopo un riscatto: la famiglia Serra è una delle più facoltose della zona. Il 9 maggio la bara viene ritrovata, nascosta sotto un cumulo di grossi massi, alla periferia del paese. Nella notte dell’8 aprile 1981 viene trafugata dal cimitero di Eboli la salma di Luigi Pezzullo, figlio di uno dei più noti industriali della pasta della Campania, morto a 19 anni durante un’immersione. I ladri chiedono due miliardi di riscatto. Il 30 aprile la salma è ritrovata, interrata, a Castrullo, località poco lontana da Eboli. Il 31 ottobre del 1987 nella notte è trafugata dalla tomba di famiglia a Ravenna la salma di Serafino Ferruzzi, fondatore dell’azienda omonima e suocero di Raul Gardini. L’uomo era morto l’11 dicembre 1979 a 71 anni, precipitando con il suo aereo vicino Forlì. I malviventi chiedono un riscatto di 10 miliardi. La famiglia Ferruzzi si rifiuta di aprire trattative con i ladri. Un secondo messaggio con la richiesta di un riscatto arriva il 12 gennaio 1988, ma i familiari confermano il no a qualsiasi trattativa e dicono di considerare conclusa la vicenda.

Il primo maggio 1992 nella notte, nel cimitero di Mesagne (Brindisi) ignoti trafugano dalla cappella di famiglia la salma di un imprenditore agricolo, Guido Vece, morto a 79 anni per cause naturali il 4 agosto 1991. Il riscatto richiesto a uno dei figli è di 200 milioni. Il 9 maggio si apprende che i carabinieri hanno ritrovato la salma in un campo nelle campagne vicino al cimitero. Il 3 novembre del 1992, dal cimitero di Cesenatico viene trafugata la salma del figlio dell’ex calciatore Salvatore Bagni, Raffaele, morto un mese prima all’età di 3 anni in un incidente stradale sull’auto guidata dalla madre. I ladri chiedono 300 milioni di riscatto. Il 17 marzo 2001 la salma di Enrico Cuccia viene trafugata dal cimitero di Meina, sul lago Maggiore (a pochissima distanza dal cimitero di Dagnente dove era seppellito Bongiorno), dove il presidente onorario di Mediobanca era stato sepolto il 24 giugno del 2000. Il trafugamento viene scoperto la mattina del 17 marzo 2001. Ma già il giorno precedente i custodi della villa della famiglia Cuccia avevano notato, portando i fiori sulla tomba, una rottura sulla lastra di marmo che copriva il loculo. Il figlio di Cuccia, avvertito dai custodi, avvisa i carabinieri della vicina Arona. Una volta rimossa la lastra, viene accertata la scomparsa della salma. Il 31 marzo la bara di Cuccia viene ritrovata in un fienile di un paese della Val di Susa. Ad incastrare la banda di dilettanti che aveva messo in atto il trafugamento sono le telefonate fatte a Mediobanca in cerca di riscatto.

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