Mercantile italiano in difficoltà per il mare grosso: scongiurato pericolo di affondamento

amaranto

Roma, 12 dic – Se le condizioni del mare lo permetteranno, partiranno stamattina i primi due rimorchiatori chiamati a prestare soccorso alla “Jolly Amaranto”, la portacontainer italiana ancora in gravi difficoltà al largo delle coste egiziane. Nella serata di ieri, spiegano dalla centrale operativa della nostra Guardia costiera, nessuna nave militare egiziana ha potuto lasciare il porto di Alessandria e nelle vicinanze del mercantile non ci sono altre unità: il mare resta molto mosso, l’equipaggio (16 italiani e 5 rumeni) è spaventato, ma in buone condizioni e non c’è alcun pericolo di affondamento. Per fortuna le previsioni meteo per le prossime ore parlano di un possibile miglioramento ma non resta che aspettare.

La nave, partita da Genova e diretta, dopo una sosta a Malta, al porto di Alessandria d’Egitto, aveva subito un’avaria ai motori proprio mentre le condizioni del mare si facevano impossibili. Nel pomeriggio di ieri è partito un nuovo SOS. La “Jolly Amaranto” – varata nel 1977, oltre 10mila tonnellate di stazza lorda, lunga 145 metri – è un mercantile dell’armatore genovese Ignazio Messina. Viaggia con un carico di rotabili e container, 22 dei quali contenenti merci pericolose. La tempesta che l’ha sorpresa è eccezionale: onde alte fino a 13 metri la fanno sbandare di almeno di 45 gradi. Nel pomeriggio il capitano è stato costretto a chiedere alle autorità portuali il trasbordo dell’equipaggio. “A meno di dieci miglia c’è una petroliera”, ha spiegato all’AGI l’armatore Stefano Messina, “ma così com’è messo il mare, l’evacuazione è quasi impossibile”. Non lo sarà tra qualche ora, si spera, quando arrivera’ l’unità della marina militare egiziana. “Ci metterà circa 7-8 ore, ma dipende dalle condizioni del tempo”, ha proseguito Messina, “le previsioni indicano cattivo tempo ancora per qualche ora, poi dovrebbe migliorare. Abbiamo fatto partire anche due rimorchiatori Smith da Alessandria d’Egitto e da Creta”.

L’ondata di maltempo sta interessando il bacino orientale del Mediterraneo e il Mar Rosso dove ha scatenando mareggiate, bufere e tempeste di sabbia a terra. In Egitto le autorità hanno dovuto chiudere dieci porti: due mediterranei (quelli di Alessandria e di Dekhelia), altri otto sul Mar Rosso (Porto Tawfik, Adabiya, Zayteya, Sukhna, Ataka, Nuweiba nonche, più a sud, Hurghada e Porto Safaga). Anche su Israele si sono abbattute violentissime raffiche di vento, che hanno raggiunto picchi di oltre 100 chilometri l’ora e trascinato con sè le prime piogge invernali, in ritardo di due mesi ma adesso troppo copiose: nel deserto del Negev sono state chiuse diverse riserve naturali e si teme l’arrivo di improvvise inondazioni. A Netanya, una sessantina di chilometri a nord di Tel Aviv, il mare in tempesta ha sorpreso un turista russo di 41 anni che stava passeggiando sul litorale: un’ondata ha ghermito l’uomo e lo ha trascinato al largo. Ufficialmente, risulta ancora disperso. (Agi)

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