Manovra, un odg non si nega a nessuno…

Camera-dei-Deputati2Roma, 24 lug – (di Antonella Manotti – Nuovo Giornale dei Militari) – “Cocer e sindacati di polizia (legati al Pd) divisi sulla manovra di Giulio Tremonti…..Gianfranco Fini gioca sporco ma arriva troppo tardi e il Cocer gli scopre le carte….Tremonti, accanitosi su Difesa e Interno più che su tutta la pubblica amministrazione, costringe il Cocer alla prima conferenza stampa in duecento anni di storia militare. Tutto ciò rende  furioso il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, assiduo a sensibilizzare il governo e punto di riferimento del Cocer, intervenendo più volte per rendere accettabile la manovra a militari e polizie, indicando come soluzione un ordine del giorno bipartisan sulle indennità di missione, gli straordinari e tutto quello che viene definito «compenso accessorio…. Gianfranco Fini, scavalcato il Cocer, ammicca ai sindacati di polizia dalle sue fondazioni e dai blog collegati, Maurizio Gasparri, deve affrettarsi a rassicurare dall’aula parlamentare gli uomini in divisa…
Sull’altro fronte, i sindacati di polizia patiscono il Cocer, la cui azione spregiudicata difende i militari meglio di quanto i sindacati facciano coi loro iscritti, mentre guardano, secondo il giudizio di molti della base, più agli interessi politici del Pd che a quelli concreti del loro personale. La sindacalizzazione delle forze armate è un affare da 50 milioni di euro all’anno, le quote d’iscrizione che affluirebbero nella casse sindacali. Pochi giorni fa sembrava a portata di mano, grazie a Giulio Tremonti. In questi giorni sfuma grazie al Cocer e a Crosetto…”


Questa è la sintesi del commento di Piero Laporta, ufficiale in servizio, “curatore” della rubrica “Primo Piano” sul quotidiano “Italia Oggi” con il quale egli “minimizza”,  etichettandola politicamente, la portata della protesta che in queste settimane ha visto la mobilitazione del Comparto difesa e sicurezza  contro la manovra economica del governo.
L’estensore della nota parla di Tremonti, di Gasparri di Fini, di Crosetto…per disegnare i retroscena politici che – udite udite- vedrebbero la lucida intuizione  del sottosegretario Crosetto “punto di riferimento del Cocer “(?) e ideatore della soluzione di un ordine del giorno  che impegnera’ l’Esecutivo a mantenere invariate le indennita’ delle Forze armate e delle Forze di Polizia”.
Una soluzione che, secondo Laporta,  vale più di cento proteste e trattative tanto da  metterebbe in crisi la stessa rappresentanza sindacale dimostrando che – diversamente dal Cocer – non riesce a tutelare gli interessi della propria base…
Ora, a parte l’anacronismo di un  governo  che propone un odg che va a “smentire” l’impalcatura della manovra voluta da un Ministro dello stesso Governo…(problemi loro….), il sig. Laporta, pur di sostenere la sua evidente allergia a qualunque ipotesi di  sindacalizzazione delle FF.AA., si spinge a dipingere come spregiudicato  il ruolo di un Cocer che – pensate – riesce ad ottenere dal Ministro della Difesa l’autorizzazione a “sfogarsi” nel corso di una conferenza stampa!! Salvo poi richiamare all’ordine i delegati dell’Arma azzurra, per aver sottoscritto insieme ai sindacati di Polizia, un comunicato di protesta!!!
Ma per Laporta, l’odg di Crosetto e la “spregiudicatezza” del Cocer avrebbe anche fatto sfumare l’obiettivo di lucrare sull’ipotesi sindacale in quanto, a suo avviso,  “La sindacalizzazione delle forze armate è un affare da 50 milioni di euro all’anno, tante le quote d’iscrizione che affluirebbero nella casse sindacali…”
Dimenticandosi di aggiungere che in questo caso, a scegliere di pagare sarebbero direttamente i lavoratori con le stellette, mentre la Rappresentanza militare ne costa 40 di milioni e tutti a carico dello Stato!!
Perché non parlare anche delle  decine di migliaia di auto blu che hanno un costo annuo  pari a 21 miliardi di € circa, cioè l’intero costo dell’iniqua manovra finanziaria? Una tassazione “ordinaria” per ogni cittadino italiano  pari a circa 400 euro l’anno.
Sindacati troppo vicini al PD? Se il sig. Laporta avesse seguito bene la cronaca di questi giorni avrebbe potuto verificare che in piazza erano presenti tutte le sigle sindacali, anche quelle di “destra”. A conferma che il malessere suscitato dall’intervento del Governo, nonostante le rassicurazioni degli esponenti della maggioranza, ha toccato trasversalmente tutte le “componenti”.
Ma soprattutto ci sentiamo di suggerire all’estensore dell’articolo, di seguire i blog, la rete…i giornali…dove migliaia sono i militari che hanno scritto e che continuano a scrivere per far sentire  la loro voce e la loro delusione, al di là delle ideologie politiche.
Messaggi di sconcerto, di delusione e di rabbia da parte di coloro che si sentono “bersaglio” della  manovra e traditi, ingannati da chi ha approfittato della loro fedeltà alle Istituzioni. Gente che deve far quadrare i bilanci familiari, non partecipare a qualche appalto truccato!!!!
Certo, non è facile che questo malcontento emerga al’interno delle caserme….visto il clima che si respira, ma vivaddio oggi la libertà di espressione può materializzarsi anche con altri strumenti. Almeno fino a quando qualcuno non penserà di intervenire anche qui, con qualche “bavaglio”.
Quello che appare più incredibile è che ci sia chi, pur di mascherare gli effetti della manovra finanziaria che ricadranno pesantemente sul personale dei comparti difesa e sicurezza con la blindatura del voto di fiducia e la debolezza di un ODG, non perde occasione per  delegittimare chi – esercitando i propri diritti –  protesta utilizzando gli strumenti che la Costituzione riconosce a tutti i cittadini.
Ancora una volta, sono i sindacati ad essere identificati come il “nemico” da tenere lontano, soprattutto  dalle caserme!
Eppure la situazione odierna del paese, suggerirebbe di ricercare altrove i pericoli per la tenuta democratica. Basta guardare all’emergere di fatti di corruzione e trame inquinanti da parte di squallide consorterie, di deviazione della vita pubblica o nei comportamenti di organi dello Stato, che espongono il nostro Paese ad una inquietante deriva che richiederebbe – invece – il rafforzamento degli strumenti di partecipazione e di controllo democratico.  
Infine, potremmo suggerire al sig. Laporta di fare come Marchionne che, considerando poco seri i sindacati italiani , decide di andare a costruire le nuove auto in Serbia ….Dove semplicemente il sindacato non esiste e non fiata e dove la Fiat potrà risparmiare perché il salario medio di un operaio serbo  si aggira sui 400 euro!!
Si potrebbero  “delocalizzare” anche le funzioni del Comparto Difesa e Sicurezza, risparmiando così sul costo del loro lavoro….ma anche le proteste dei poliziotti e militari; da piazza Montecitorio si potrebbero spostare in qualche sperduto atollo nell’oceano…Magari non li ascolterà lo stesso nessuno, ma almeno si abbronzeranno… ico_commenti Commenta

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