Manovra, tutti i tagli e le penalizzazioni per il comparto Sicurezza e Difesa

berlusconi-larussaMa La Russa fa propaganda al TG2. Roma, 3 giu – 56 articoli, tantissimi commi e sottocommi, ma la scure che si abbatte sul personale del comparto Sicurezza e Difesa non è stata affatto alleggerita. Di seguito spieghiamo, punto per punto, dove e come operano i tagli previsti dalla manovra pubblicata nel supplemento ordinario n. 114 della Gazzetta Ufficiale con il Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 78 contenente “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”.

art. 2, comma 1: a decorrere dal 2011, taglio lineare del 10% delle dotazioni di bilancio delle Amministrazioni;

art. 6, comma 8: a decorrere dal 1 luglio 2010, l’organizzazione di eventi celebrativi o cerimonie da parte di Forze Armate o Forze di Polizia è subordinata all’autorizzazione del Presidente del Consiglio su proposta del Ministro competente. Il personale che vi partecipa è da considerarsi non in servizio e, pertanto, non ha diritto a percepire compensi per lavoro straordinario, indennità a qualsiasi titolo, né a fruire di riposi compensativi;

art. 6 comma 12: dalla data di entrata in vigore del decreto (1 giugno 2010) non è più dovuta la diaria di missione all’estero,ad eccezione delle missioni internazionali di pace. Con ulteriore decreto interministeriale dovranno essere fissati i limiti concernenti il rimborso delle spese di vitto e alloggio;

art. 9, comma 1: il trattamento economico complessivo, ivi compreso il trattamento accessorio, dei dipendenti pubblici, anche di qualifica dirigenziale, negli anni dal 2011 al 2013 non può superare in ogni caso quello in godimento nel 2010. È fatta salva la corresponsione dell’indennità di vacanza contrattuale per il personale contrattualizzato;

art. 9, comma 2: a decorrere dal 1 gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013, i trattamenti economici complessivi sono ridotti del 5%, per la parte eccedente 90.000 euro e fino a 150.000 euro, e del 10 %, per la parte eccedente i 150.000 euro. La riduzione non opera ai fini previdenziali;

art. 9, comma 4: il rinnovo dei contratti pubblici per il biennio 2008 – 2009 devono avvenire entro il limite del 3,2% ad eccezione del comparto Sicurezza – Difesa, per il quale sono confermati i 100 milioni di euro aggiuntivi già a suo tempo stanziati;

art. 9, comma 17: blocco del rinnovo del contratto relativo al triennio 2010-2012, senza possibilità di recupero futuro. È fatta salva l’erogazione dell’ indennità di vacanza contrattuale;

art. 9, comma 21: blocco senza possibilità di recupero dei meccanismi automatici di adeguamento della retribuzione del personale non contrattualizzato e non validità degli anni 2011 – 2013 per la maturazione degli scatti e classi. Per tutto il personale (contrattualizzati e non), efficacia ai fini esclusivamente giuridici delle progressioni di carriera, comunque denominate, intervenute negli anni 2011, 2012 e 2013;

art. 9, comma 30: fissazione della decorrenza di un ipotetico riordino delle carriere a partire dal 1 gennaio 2011, assistito dallo stanziamento annuo di 119 milioni di euro disposto dall’art. 3, comma 155, della legge 350/2003. Recupero al bilancio dello Stato delle somme sino ad ora stanziate e non impegnate, pari a circa 770 milioni di euro;

art. 9, comma 35: obbligo di individuare i percettori dell’indennità di comando terrestre nei limiti degli stanziamenti previsti dall’art. 52, comma 3, del d.p.r. n. 164/2002, con conseguente impossibilità di corrisponderla alla stragrande maggioranza di coloro che sono stati individuati nella bozza di decreto predisposta a seguito dei ricorsi intentati;

art. 12, commi 1 e 2: per coloro che maturano il requisito per l’accesso al pensionamento, per vecchiaia1 o anzianità, nel corso del 2011, il diritto al trattamento pensionistico decorre trascorsi 12 mesi dopo la maturazione del requisito;

art. 12, comma 7: corresponsione dell’indennità di buonuscita in unico importo se pari o inferiore a euro 90.000 (lordi), in due importi annuali se compresa fra 90.000 e 150.000 (la prima rata di 90.000, la seconda a saldo), in tre importi annuali se superiore (90.000 il primo anno, 60.000 il secondo, saldo al terzo). La disposizione in parola non si applica ai collocamenti a riposo per raggiunti limiti di età e alle posizioni derivanti da domande di cessazione dall’impiego presentate e accolte prima dell’entrata in vigore del decreto (1 giugno 2010), a condizione che la cessazione dall’impiego avvenga entro il 30 novembre 2010. L’accoglimento della domanda determina l’irrevocabilità della stessa;

art. 12, comma 10: per le anzianità contributive maturate a decorrere dal 1 gennaio 2011, i trattamenti di fine servizio sono calcolati secondo la meno favorevole regola dell’art. 2120 c.c., con l’applicazione di un’aliquota del 6,91%.

La manovra economica e finanziaria 2011-2012 dispiegherà i suoi effetti peggiori però per mano dei singoli ministeri i quali, non dimentichiamolo, dovranno operare un taglio lineare del 10% delle dotazioni di bilancio. Purtroppo, in un comparto come quello della Sicurezza e della Difesa dove più del 90% degli stanziamenti di bilancio finisce in stipendi, sarà facile prevedere come questi ultimi saranno sicuramente oggetto di “particolari attenzioni” dei burocrati con le forbici.

La Russa e la propaganda

Intanto il ministro della Difesa al TG2 afferma che “se un militare guadagna 1.400 euro al mese, non è a lui che si devono chiedere i principali sacrifici”: naturalmente si tratta solo di un tentativo di natura propagandistica per insaporire l’amaro calice che tutti i portatori di stellette dovranno bere. In una struttura stipendiale composta da parametri ed indennità rigidamente normati da disposizioni legislative, è evidente che se si tocca una di esse l’effetto si propaghera su tutta la catena gerarchia dei contrattualizzati ed anzi gli effetti peggiori li subirà – in termi assoluti – proprio “il militare che guadagna 1.400 euro al mese”, cioè l’ultimo anello della scala gerarchica che dovrà stringere la cinghia molto di più dei suoi superiori che ne guadagnano 2.000.

Il pollo di Trilussa

Per giustificare l’accanimento con il quale questa manovra ha colpito il pubblico impiego – quindi anche il comparto Sicurezza e Difesa – i membri del governo hanno fatto uso, ancora una volta, di una verità artefatta e confezionata a scopi propagandistici: hanno detto infatti che le retribuzioni del pubblico impiego negli ultimi anni sono salite percentualmente in maniera superiore a quelle del settore privato ma hanno dimenticato di spiegare come ciò sia potuto accadere!

La più “proverbiale” osservazione a proposito delle medie statistiche è quella per cui se una persona mangia un pollo e un’altra no, in media i due hanno mangiato mezzo pollo a testa, ed è esattamente quello che è accaduto nel pubblico impiego: le retribuzioni di Generali, Ammiragli, Magistrati e degli altissimi funzionari dello Stato, tutti i “non contrattualizzati” cioè, hanno subito in questi anni aumenti di gran lunga superiori non solo nei confronti dei “contrattualizzati”, ma anche nei confronti del settore privato. E siccome le retribuzioni di costoro fanno media con quelle modestissime dei contrattualizzati, eccovi spiegato il perchè le dichiarazioni del governo sono in realtà un trucco, un gioco di prestigio, per giustificare l’accanimento politico verso i pubblici dipendenti, quelli “contrattualizzati”, la cui stragrande maggioranza non ha affatto avuto aumenti stipendiali “superiori a quelli del settore privato”, ma nel gioco delle medie è come se anche loro avessero mangiato il proverbiale mezzo pollo.

Al netto della propaganda quindi la manovra finanziara messa su dal governo ha un chiaro sapore politico, perchè mentre si dimostra indulgente nei confronti degli evasori fiscali ai quali con lo “scudo” ha tassato i capitali illegalmente esportati solo con un misero 5%, si accanisce contro coloro che le tasse le pagano fino all’ultimo centesimo. Deboli con i forti e forte con i deboli dunque. Questa è l’esatta fotografia di questo governo. ico_commenti Commenta

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