Manovra: dal 2016 non saranno più sufficienti per la pensione i 40 anni contributivi

pensione_integrativaRoma, 1 lug – Dal 2016 non saranno più sufficienti quarant’anni di contributi per andare in pensione. L’aggiornamento delle speranze di vita all’età pensionabile sarà infatti applicata anche alle pensioni di vecchiaia. E’ quanto si evince dalla relazione della Ragioneria di Stato che accompagna l’emendamento del relatore, Antonio Azzollini (PDL). Per valutare gli incrementi della speranza di vita, dovrebbe essere applicata la procedura illustrata nella relazione, che ha utilizzato lo scenario demografico Istat centrale. Quindi l’incremento dei requisiti dal primo gennaio 2016 ”è stimato pari a 3 mesi”. Per i successivi adeguamenti triennali adeguati dal 2019 l’incremento sarà di 4 mesi per gli adeguamenti fino al 2030, con successivi adeguamenti inferiori e attorno ai 3 mesi fino al 2050. ”Ciò comporta una adeguamento cumulato, ad esempio al 2050, pari a circa 3,5 anni”.

La segreteria confederale della Cgil esprime un giudizio ”molto negativo” sull’emendamento del relatore della manovra Antonio Azzollini sulle pensioni e in particolare sulla parte che sottopone all’adeguamento alle aspettative di vita anche il requisito dei 40 anni di contributi. ”L’emendamento – spiega Lamonica – peggiora la situazione perchè un lavoratore con 40 anni di contributi incappa non solo nella finestra mobile, che significa l’allungamento di un anno, ma anche nell’applicazione dei coefficienti sull’attesa di vita. Nel mentre dal lavoro oltre i 40 anni non ricevono nessun beneficio contributivo cioè vanno in pensione dopo ma i contributi non producono nulla”. ico_commenti Commenta

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