Manovra: approda in Senato il ddl sulla stabilizzazione finanziaria

Fini-e-GasparriE sul comparto Sicurezza e Difesa si scatena una battaglia tutta interna alla destra. Roma, 9 giu – Allarme rosso per gli ex colonnelli di Alleanza Nazionale. Il generale “traditore”, Gianfranco Fini, vuole rubare all’esercito regolare pidiellino il sostegno dei poliziotti e militari, tradizionale serbatoio di voti e di consensi a destra. Quindi, tutti ai posti di combattimento, pronti per neutralizzare l’insidioso atto di guerriglia. Stasera il capogruppo Pdl al senato, Maurizio Gasparri, incontrerà i sindacati di polizia e i Cocer delle forze armate per promettere battaglia non appena comincerà il dibattito parlamentare sulla manovra economica. Una manovra che penalizza fortemente tutto il comparto Sicurezza e Difesa e che sta provocando una vera e propria sollevazione fra agenti e militari. Quella di Gasparri però, più che una dichiarazione d’appartenenza nei confronti di un mondo tradizionalmente “amico” è il tentativo di scardinare l’antico legame fra i poliziotti e il presidente della Camera. La scorsa settimana, infatti, Fini ha ricevuto una delegazione di sindacalisti della Polizia, del Corpo forestale e della Polizia penitenziaria. Stando alle indiscrezioni, si sarebbe impegnato a difenderli quando la stangata tremontiana arriverà a Montecitorio.

La nostra impressione è che si stia consumando una battaglia tutta interna alla maggioranza a colpi di strumentalizzazione. Nè Fini e nè tantomeno Gasparri riusciranno, a nostro avviso, a rendere meno pesante il fardello economico imposto agli operatori del comparto e quindi l’unica strada percorribile è ancora quella della demagogia e della strumentalizzazione con la complicità, bisogna dirlo, di qualche sindacato e qualche Cocer che tradizionalmente hanno poco a cuore le sorti dei propri rappresentati preferendo invece profondersi in posture ossequiose pur di guadagnare un posto a corte. Naturalmente a spese dei bisogni di militari e poliziotti.

Così mentre una parte dei poliziotti scende in piazza per manifestare contro il ddl intercettazioni, dimostrando di avere a cuore non soltanto la pecunia ma anche la dignità del proprio lavoro, un’altra parte del mondo sindacale e dei Cocer si presentano sull’attenti al cospetto del duo Fini-Gasparri pronti ad ascoltare i soliti pistolotti propagandistici. Intanto Berlusconi e Tremonti avvertono: il saldo della manovra non cambierà di una virgola. Quello che temiamo è qualche cup de theatre sulla falsa riga della “specifità”, una norma vuota che non conteneva nessun vincolo per il governo e nemmeno danari. Può darsi che di fronte all’intransigenza tremontiana di modificare la manovra venga tirato fuori dal cilindro qualche emendamento che prometterà agli operatori del comparto un “trattamento speciale”. Dopo la fregatura della “specificità”, riusciranno i nostri eroi a non farsi prendere per il naso un’altra volta? O meglio, riusciranno a prendere ancora in giro centinaia di migliaia di poliziotti e militari?

Di seguito, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica. ico_commenti Commenta

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