L’Iran sperimenta missili a lungo raggio

MISSILI_IRANRoma, 28 set. – Nuova sfida dell’Iran a Israele. I Pasdaran hanno effettuato un lancio di prova di due missili a lungo raggio in grado di colpire lo Stato ebraico. Il primo test ha riguardato uno Shahab 3, l’altro il Sajil, entrambi con una gittata superiore ai mille chilometri che separano la frontiera della repubblica islamica da quella dello Stato ebraico. L’annuncio e’ stato dalla tv iraniana.
“Con i nostri missili possiamo prendere di mira qualsiasi punto della regione”, ha avvertito il comandante delle forze aeree dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Salami, compresi “regimi incapaci e in piena crisi”, allusione a Israele.
Il lancio dei vettori, fiore all’occhiello del programma balistico iraniano, e’ stato il momento-clou di una due giorni di manovre militari denominata “Grande profeta 4”. L’Occidente ritiene che il raggio d’azione dello Shahab-3 non sia superiore ai 1.300 chilometri, ma non e’ esclusa la possibilita’ che esista una nuova versione con gittata di 2.500 chilometri, i cosiddetti Shahab 3b. Il Sejil, provato per la prima volta nel novembre 2008, e’ invece un vettore terra-terra a due stadi alimentato con combustibile solido, anch’esso con una gittata di 2.000 chilometri.
Le esercitazioni segnano una nuova esibizione dei muscoli da parte di Teheran e mettono ancor piu’ in salita i colloqui con il “5+1” che si apriranno giovedi’ a Teheran. La settimana scorsa la rivelazione dell’esistenza di un impianto segreto per l’arricchimento dell’uranio nei pressi della citta’ santa di Qom aveva gia’ fatto salire la tensione con l’Occidente.
Il presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani, ha affermato che la denuncia dell’Occidente sul nuovo impianto nucleare che sta costruendo Teheran e’ una manovra “per imporre la sua volonta'” nei negoziati del prossimo giovedi’ a Ginevra.
Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, ha negato che le manovre siano collegate “in alcun modo” al programma nucleare o al nuovo round di negoziati. Ma l’alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Javier Solana, che guida il negoziato per conto del “5+1” ha definito il test missilistico “preoccupante”. Per il ministro degli Esteri britannico, David Miliband, e’ stato “riprovevole”, ma “il test per Teheran sara’ a Ginevra”. La Francia ha chiesto a Teheran di sospendere “immediatamente le azioni destabilizzanti”. Fonti del ministero degli Esteri russo hanno pero’ invitato a “non agire sotto l’impulso delle emozioni”: “Dobbiamo calmarci e, cio’ che e’ piu’ importante, avviare negoziati efficaci”.
Intanto l’ex candidato riformista iraniano Mir Hossein Moussavi si e’ detto contrario a nuove sanzioni contro Teheran.
“Ci opponiamo a qualsiasi sanzione contro il nostro Paese”, ha affermato il principale leader dell’opposizione. (AGI)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.