Libri: Storia militare, quella biblioteca che non c’è

BibliotecaRoma, 29 lug – Più di 20.000 opere fra volumi, opuscoli, manoscritti. Testi ormai introvabili, in molti casi perle rare, raccolti in 40 anni di studi.  Ma da oltre cinque chiusi dentro scatoloni e divenuti inaccessibili, perfino al loro collezionista. Con una coda di polemiche, rapporti personali incrinati e perfino diffide legali. E’ quanto accaduto alla collezione di libri di storia militare riunita da Virgilio Ilari, uno dei maggiori esperti italiani della materia, che prima di andare in pensione ha insegnato anche all’università Cattolica di Milano.

La vicenda inizia nel giugno 2006 quando Ilari, su proposta di Carlo Rastelli, un imprenditore valsesiano in passato suo allievo e poi suo generoso mecenate, nonchè presidente della Biblioteca Civica, dona per atto pubblico la collezione al Comune di Varallo. L’imprenditore finanzia il trasferimento e la prima sezione della biblioteca viene inaugurata nel settembre 2008 con una bella festa. Ma proprio allora emerge che il Comune non dispone degli spazi necessari per l’intera biblioteca. I soldi per un nuova struttura non ci sono e allora l’amministrazione richiede in comodato un bene demaniale in uso al ministero per i Beni culturali. Ma dal Collegio Romano non arriva risposta, e alla fine la biblioteca finisce smembrata: quattromila volumi collocati su scaffale nella biblioteca civica, tremila inscatolati in un magazzino di rubinetti a 30 chilometri da Varallo e il resto a Roma. Non va meglio per i libri esposti: troppo specialistici per i normali utenti di una biblioteca civica di un paese di settemila abitanti, peraltro troppo fuori mano per attirare studiosi.

Così Ilari e Rastelli cercano soluzioni alternative e, dopo un sondaggio con l’Università Statale di Milano, nel maggio del 2010 si profila la disponibilità della biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma, che si offre di prendere in comodato la collezione, dietro compensazioni per quella di Varallo, che resterebbe comunque proprietaria dei volumi. Informato da Ilari, il sindaco Gianluca Buonanno però non risponde e anzi tronca i rapporti, e quella che sarebbe dovuta essere un’occasione per tutti si trasforma in un braccio di ferro. Risultato: finisce (quasi) a carte bollate.

Prendendo a pretesto quanto previsto dalla donazione e contestando l’inadempienza rispetto all’obbligo di mettere la collezione a disposizione del pubblico e degli studiosi, il 10 giugno lo studioso invia diffide al comune di Varallo e al ministero. Ma ecco che quando tutto pare bloccato definitivamente, sembra arrivare l’auspicata soluzione: “Ho parlato col ministro e mi darà 130 mila euro”, assicura il sindaco Buonanno. Soldi che dovrebbero servire ad attrezzare la sede del Mibac. Una via d’uscita che tuttavia lascia scettico Ilari: “Si tratta di una soluzione già scartata due anni e mezzo fa. Sarebbe meglio collocare la collezione in comodato presso la biblioteca Nazionale di Torino”.

A decidere quale strada percorrere sarà una seduta del consiglio comunale di Varallo. E non è escluso che alla fine l’amministrazione scelga di tenersi i libri, come fatto finora. Anche perchè nel 2012 in paese si vota. E il progetto di realizzare finalmente la biblioteca militare – in una cittadina salita agli onori della cronaca per i vigili di cartone come deterrente alle infrazioni e del divieto di burqa sui cartelli stradali – è sempre un prestigioso biglietto da visita per un’amministrazione uscente. (AGV NEWS)

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