Libia: Tripoli minaccia Italia, Gran Bretagna e Francia per l’invio di istruttori militari

libia-missileRoma, 21 apr. – I Paesi “neo-crociati” come Italia, Gran Bretagna e Francia che hanno deciso l’invio di istruttori militari in Libia “devono stare attenti alle conseguenze di una simile decisione”: è l’avvertimento lanciato dal regime libico in una nota del ministero degli Esteri letta dalla Tv di stato Al-Jamahiriya. Lo riferiscono alcuni siti arabi, spiegando che la nota è stata accompagnata dall’intervento di un imam. Il governo italiano, al pari di Londra e Parigi, ha annunciato l’invio di 10 addestratori per i ribelli libici, che il ministro della Difesa, Ignazio la Russa, ha definito “semplici istruttori militari, cioè persone che danno nozioni su come un soldato deve muoversi e deve usare gli strumenti che sono a sua disposizione”.

Intelligence italiana: si teme nuova ondata di profughi

Una nuova, consistente ondata di profughi ”scaricati” sull’Italia. Gli uomini dell’intelligence e dell’antiterrorismo non escludono che potrebbe essere questa la ”conseguenza” minacciata dalla Libia dopo la decisione dell’Italia di inviare addestratori militari per i ribelli, assieme a Francia e Gran Bretagna. Allo stato infatti, fanno notare fonti qualificate, non risultano progetti di azioni terroristiche da realizzare nel nostro paese o nei confronti di interessi italiani all’estero e dei contingenti militari impegnati nelle missioni internazionali. Ciò non significa, in ogni caso, che la minaccia non venga tenuta in considerazione: le misure di sicurezza sono già al massimo livello da quando è scattato l’intervento della Nato e sono quasi quotidiani i “report” degli uomini impegnati sul campo, sia in nord Africa sia in Italia. L’ipotesi più probabile, dunque, è che Tripoli possa attuare una ritorsione, “spingendo” le migliaia di profughi presenti in Libia a partire sui barconi diretti in Italia. Molti dei 750 migranti arrivati a Lampedusa l’altro ieri, tra l’altro, hanno raccontato di esser stati obbligati dagli uomini di Gheddafi a lasciare il paese in fretta e furia. Bisognerà però attendere almeno 48 ore, sottolineano gli uomini dell’intelligence, per capire se è effettivamente questa la strada scelta dal Colonnello.

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