Libia: Maroni, stop ai bombardamenti

maroni1Roma, 14 mag – ”L’unica soluzione è che cessino i bombardamenti e che la guerra finisca. Senza la guerra non esistono nemmeno i profughi che diventano clandestini e che come tali puoi rimpatriare”. Roberto Maroni, ministro dell’Interno, interviene sulla Padania e chiede uno stop ai raid aerei in Libia. Il ministro, intervistato da Iva Garibaldi, sulle pagine del quotidiano della Lega Nord rilancia il “no” del Carroccio all’intervento militare italiano, puntando il dito contro l’Europa: ”Frontex se ne lava le mani, non possiamo fare altro”, spiega. Maroni fa il punto sull’arrivo di immigrati e profughi. ”La Spagna e la Grecia respingono i clandestini. Perchè l’Italia non fa altrettanto?”, gli chiede la Padania. ”Non è vero che noi non lo facciamo, noi respingiamo e rimpatriamo i clandestini. L’abbiamo sempre fatto – spiega il responsabile del Viminale – Anche con la Tunisia, con il cui governo abbiamo fatto un accordo, procediamo con i rimpatri.

Proprio l’altro ieri abbiamo consegnato al governo di Tunisi quattro motovedette per il controllo delle coste e per impedire le partenze. L’accordo firmato il 4 aprile funziona e lo dimostra il fatto che dalla Tunisia gli arrivi ormai sono pochissimi”. ”La Spagna – prosegue Maroni – ha come interlocutore il Marocco, noi lo stiamo facendo con la Tunisia ma con la con la Libia è impossibile, perchè lì c’è la guerra e quelli che arrivano sono profughi che non possiamo rimpatriare”. ”Noi sappiamo – continua l’esponente leghista – che quelli che arrivano dalla Libia li manda Gheddafi e dobbiamo accoglierli. Però è doveroso da parte nostra verificare chi c’è su quelle navi”. ”Perchè non fare come la Danimarca?”, gli chiede la Garibaldi. ”Al di là di altre considerazione – conclude Maroni – la Danimarca può agire in un certo modo perchè le regole Schengen si applicano ai confini di terra. Noi invece abbiamo gli ingressi via mare, e in questo caso non puoi bloccare le frontiere. Per questo sostengo che l’unica soluzione è che cessino i bombardamenti e che la guerra finisca”. (ANSA)

Imam lancia una “fatwa” contro i Paesi della Nato

Mentre a Marsa el-Brega si vanno completando i preparativi per i solenni funerali degli undici imam rimasti uccisi ieri all’alba in un bombardamento aereo della Nato sulla città della Cirenaica, da Tripoli un altro imam, identificato come Noureddin al-Mijrah, ha lanciato una sorta di “fatwa”, un editto di condanna, nei confronti dei cittadini di alcuni dei Paesi che partecipano alla campagna militare sotto comando atlantico contro il regime di Muammar Gheddafi. Il religioso ha infatti rivolto un appello ai “musulmani nel mondo intero” affinchè, per ogni vittima del raid a Brega, siano uccise un migliaio di persone appartenenti a Paesi quali “Francia, Italia, Danimarca, Gran Bretagna, Qatar ed Emirati Arabi Uniti”, tutti egualmente indicati come legittimi obiettivi. Fonti alleate da Bruxelles hanno replicato ribadendo che non sono stati presi di mira bersagli civili, bensì un “bunker” che costituiva una “postazione di comando e controllo”, e che quest’ultimo è stato colpito. Ieri l’emittente televisiva statale “al-Jamahiriyah” aveva parlato di un tolare di sedici morti. I feriti ammontano invece a circa cinquanta, di cui cinque versano in condizioni critiche.

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