Libia: Mantovano, difficile negare che non siamo in guerra. Allarme attentati da servizi segreti inglesi

mantovano-alfredoRoma, 23 mar – ”Siamo in guerra? E’ difficile negarlo, dal momento in cui partono degli aerei all’interno di un’operazione militare e lanciano sul suolo libico delle bombe”. E’ quanto ha dichiarato sulla vicenda Libia il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, ospite di “24 Mattino” su Radio 24 che ha diffuso il testo dell’intervista. “Si deve continuare a percorrere la difficile e impegnativa strada diplomatica – ha aggiunto Mantovano – perchè‚ in questo momento ci sono dei morti in Libia che dipendono anche da una certa superficialità con la quale l’intera operazione è stata avviata e anticipata da qualche nostro partner. Se una missione punta ad alleviare le sofferenze dei civili, le bombe non vanno in questa direzione”. Riferendosi al piano per gli eventuali richiedenti asilo provenienti dalla Libia, Mantovano ha affermato: “I 50.000 stimati sono probabili richiedenti asilo eritrei, somali, sudanesi che ora sono in Libia e che è facile prevedere tenteranno la strada dell’arrivo in Italia. La riunione di ieri è stata fatta per non trovarsi in una situazione dalla sera alla mattina con decine di migliaia di persone in arrivo e non sapere come fare. Io ho partecipato all’incontro con Regioni, comuni e province. Questa linea di condivisione e ripartizione degli oneri è condivisa senza riserve da tutti al tavolo istituzionale, poi al di fuori ognuno dichiara ciò che ritiene”. Sui migranti a Lampedusa, il sottosegretario ha detto che “il profilo di chi finora è arrivato è il profilo di un giovane maschio che nella maggior parte dei casi non sfugge da una persecuzione o da un grave disagio personale. E’ difficile qualificarlo come profugo o rifugiato, questi nella maggior parte dei casi hanno la qualifica di irregolari e vanno riaccompagnati nei Paesi d’origine. Questo è il loro destino”. Infine, sull’allarme terrorismo per Mantovano ”non esistono segnalazioni specifiche ma una notevole preoccupazione derivante sia dalla presenza in Libia di soggetti del nuovo terrorismo di area salafita e di al Qaida, sia in presenza di reazioni che un vecchio terrorista come Gheddafi può scatenare, avendo già una remota ma terribile esperienza su questa materia”.

Corriere della Sera,allarme attentati dai servizi segreti inglesi. MI5 ha avvertito i paesi della NATO prima dell’ avvio dell’operazione militare

Contrariamente a quanto affermato da Mantovano però, ”I servizi segreti britannici hanno allertato gli alleati su possibili pericoli legati ad atti di terrorismo”. L’allarme dell’MI5 sarebbe stato inviato venerdì sera agli apparati di intelligence della Nato, prima dell’avvio delle operazioni militari in Libia. Lo scrive oggi il Corriere della Sera, in prima pagina, che riferisce di intercettazioni di alcuni cittadini libici residenti nel Regno Unito che hanno parlato di ”azioni a sostegno di Gheddafi”, con una specificazione: ”dove siamo facciamo”. Si tratterebbe dell’esito di un monitoraggio su libici di ambienti definiti ”insospettabili”, inseriti nella realtà occidentale ma con un forte legame con la terra d’origine.

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