Libia, la Nato gli Usa ed i ribelli di Bengasi all’Italia: inizi a bombardare

av8b_4E Rasmussen ha telefonato a Frattini. Roma, 8 apr. – Il governo italiano potrebbe essere chiamato presto a decidere un incremento degli aerei da combattimento per la missione Nato in Libia, con la contemporanea autorizzazione a bombardare. Una richiesta, in tal senso, è già arrivata dall’alleanza atlantica, dagli Stati Uniti e dai ribelli di Bengasi. Il nostro rappresentante in Cirenaica, Guido de Sanctis, è stato convocato ieri con i colleghi britannico e francese dal responsabile della politica estera del Consiglio nazionale di transizione, Ali al Isawi: “Ai tre è stato detto che le forze di Gheddafi si sono avvicinate e possono sfondare su Bengasi. Il Consiglio ci chiede di intervenire affinché la Nato colpisca dal cielo”, ha confermato il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, citato dal Corriere della Sera.

Ma sollecitazioni in tal senso sono arrivate anche dal segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, che ha sondato ieri sera al telefono il ministro degli Esteri Franco Frattini. E anche gli Stati Uniti, ricorda il Corriere, hanno sempre chiarito che gli oneri delle operazioni devono essere per lo più europei. L’Italia potrebbe mettere a disposizione altri aerei Tornado, gli Amx e gli AV-8B a decollo verticale della Marina militare, per un totale di una quarantina di velivoli. Fonti dell’Aeronautica militare fanno sapere che la forza armata è pronta a rispondere positivamente alle missioni che saranno decise in sede politica.

Intanto si registra una svolta nella politica tedesca sulla Libia. Ieri l’esecutivo, per bocca del suo ministro degli Esteri Guido Westerwelle, si è detto pronto ad inviare sul campo soldati della Bundeswehr, ma solo per missioni militari a scopo umanitario. Inizialmente invece Berlino aveva preferito rimanere fuori dal coinvolgimento nel conflitto. “Non ci sottrarremo alle nostre responsabilità” – ha detto il ministro nel corso di un’intervista alla rete televisiva N24 – se le Nazioni unite dovvessero rivolgere alla Germania una richiesta in tal senso.

Il contributo tedesco dovrebbe consistere nell’invio di navi della Marina tedesca per il trasporto di profughi o per scortare i rifornimenti di beni alimentari e medicinali, precisa lo Spiegel. Restano presupposti imprescindibili, ha precisato Westerwelle, un’esplicita richiesta da parte delle Nazioni Unite e il voto favorevole del Parlamento. Nel frattempo i ribelli hanno ammesso per la prima volta di aver ricevuto armi dall’estero e in particolare dal Qatar. Secondo quanto si legge sull’emittente panaraba al Jazeera, si tratterebbe di armi anti carro del Qatar. Il Qatar è uno dei tre paesi, assieme a Francia e Italia, ad avere riconosciuto ufficialmente il Consiglio nazionale di transizione. (TMNews)

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