Libia, la Nato controlla il territorio usando Facebook e Twitter

facebookNapoli, 6 mag – “Un terreno operativo come quello libico deve essere tenuto sotto controllo in ogni modo. Per far ciò alcuni dei nostri uomini più preparati hanno il compito di monitorare costantemente i messaggi inviati sui social network come Facebook e Twitter”. A spiegarlo al VELINO è un’autorevole fonte militare della Nato che, in merito all’evolversi del conflitto in Libia, spiega con quali strumenti e con quali tecniche gli esperti dell’intelligence seguano gli sviluppi del conflitto nordafricano. “Per noi sarebbe impossibile sapere in ogni momento cosa succede, dove e perchè – continua il militare -. Analizzando, invece, la massa di informazioni pubblicate sui social network, in particolar modo Twitter, possiamo avere un’idea molto più precisa di cosa accade e dove. Ovviamente c’è personale schierato sul campo, ma altrettanto ovviamente non possiamo essere presenti ovunque.

Per questo motivo alcuni dei nostri militari che parlano arabo sono incaricati anche di tenere costantemente d’occhio ciò che si dice sul web. Faccio un esempio, nel momento in cui parliamo sia Benghazi che Ajdabiya sono relativamente tranquille e questo lo possiamo sapere soprattutto grazie a questi social network che ci forniscono costantemente una radiografia della situazione”. Per quanto riguarda, invece, le minacce terroristiche lanciate alcuni giorni fa dal Colonnello Gheddafi contro l’Italia l’ufficiale Nato, pur ritenendo poco realistica la possibilità concreta di rappresaglie nel nostro paese, ha spiegato: “Ogni informazione, sia relativa al teatro operativo che alla sicurezza dei singoli stati aderenti alla coalizione militare operativa in Libia, viene raccolta e condivisa con le agenzie d’intelligence dei singoli stati”.

In questo momento, secondo quanto noto, le varie strutture informative ricevono un’enorme massa di informazioni e di dispacci provenienti sia dalla Libia che dai paesi limitrofi. “Senza dubbio il lavoro più complicato e delicato da portare avanti – continua l’alto ufficiale -, è quello di discernere quali siano le informazioni veramente significative da quelle meno importanti. E’ un compito di grande responsabilità che vede a lavoro, nell’ombra, sia il personale della Nato che quello dei singoli paesi. Una volta raccolte le notizie e dopo aver effettuato una prima cernita, infatti, procediamo a capire a chi e come quegli elementi possono essere utili. Questo significa che anche le agenzie di ogni singolo paese condividono con i nostri comandi le notizie in loro possesso e che possono essere ritenute interessanti anche dalla nostra prospettiva”. (Il Velino)

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