Libia: Gheddafi ha armi di distruzione di massa ed è pronto ad usarle

gheddafi_muammar1_NDaily Mail, l’incubo che preoccupa analisti ed esperti. Londra, 5 mar. – Se al momento l’ipotesi di un attacco con armi biologiche o chimiche ad opera del leader libico Muhammar Gheddafi contro la sua stessa gente resta solamente un incubo, per un numero crescente di militari occidentali e esperti di intelligence potrebbe trasformarsi in qualunque momento in una terrificante realtà. Per quanto Gheddafi si sia impegnato a rinunciare a tali armi nel quadro dell’accordo che nel 2003 ha “sdoganato” lo “stato canaglia”, si legge infatti sul “Daily Mail”, il leader libico di fatto ne possiede ancora in quantità: circa dieci tonnellate di sostanze necessarie a produrre iprite, oltre a 650 tonnellate di agenti chimici con i quali mettere a punto diverse armi chimiche.

A confermare l’esistenza di arsenali di armi di distruzione di massa è stato l’ex ministro della Giustizia Mustafa Abdel-Jalil che ha parlato dell’esistenza di armi biologiche, forse antrace, agenti nervini come il sarin (nel 2004 la Libia ammise che riserve di Sarin erano state prodotte nell’impianto di Rabta) e persino forse una forma geneticamente modificata di vaiolo, che Gheddafi non esiterebbe ad utilizzare. Possiede infine mille tonnellate di concentrato di uranio. La Libia a giudizio degli osservatori non rappresenta una minaccia dal punto di vista delle armi nucleari, ma sarebbe imprudente pensare che il paese abbia completamente rinunciato a questo settore di sviluppo delle armi.

Nel quadro dell’intesa del 2003, Gheddafi consegnò le armi di distruzione di massa e distrusse i suoi missili a lungo raggio e le sue 3300 bombe caricabili con agenti chimici, un fatto salutato come “il vero successo in materia di non proliferazione” da Washington, scrive ancora il “Daily Mail” in un lungo articolo intitolato “Gheddafi possiede armi chimiche ed è pronto ad usarle”.

In realtà il processo di distruzione di queste armi e quello di verifica è stato lento, tortuoso ed incompleto. Gheddafi possiede ancora un numero imprecisato di missili Scud-B ed un grosso arsenale di artiglieria convenzionale che potrebbe essere adattato in modo relativamente facile all’uso di agenti chimici e biologici. Quindi non possiede solo le armi di distruzione di massa, ma anche i mezzi per dispiegarle ed utilizzarle. Certo non potrebbe colpire il Regno Unito in 45 minuti come si disse che avrebbero potuto fare le armi in mano a Saddam Hussein, ma potrebbe infliggere danni terribnili al suo stesso popolo. In fondo l’uomo che può “premere il grilletto”, osserva ancora l’autore dell’articolo, è lo stesso che una volta disse “Ho creato la Libia, posso anche distruggerla”.

Se è vero che in passato si è andati in guerra basandosi su analisi errate sugli arsenali in mano ai dittatori, conclude, potrebbero però Gran Bretagna, Stati Uniti e i loro alleati occidentali lasciare che Gheddafi bombardi la sua gente con l’iprite o l’antrace come consentì a Saddam di lanciare il suo attacco contro i curdi? Gheddafi è un uomo disperato e probabilmente disturbato che ha pubblicamente assicurato che non intende rinunciare al suo incarico ma preferisce una morte da martire. Il problema è che potrebbe imporre una morte terribile a migliaia di altre persone.

C-130 decollato da Pisa per contribuire al ponte aereo per i profughi

Intanto dall’Italia un C-130 dell’Aeronautica militare è decollato da Pisa per contribuire al ponte aereo internazionale messo in campo per trasferire migliaia di profughi che cercano di lasciare la Libia e sfuggire così alle violenze di queste settimane.

L’aereo raggiungerà Djerba con un carico di tende, coperte e gruppi elettrogeni destinati al campo profughi in corso di allestimento ai confini tra la Libia e la Tunisia. Saranno poi imbarcati cittadini di diversi paesi africani che lasceranno l’area a bordo del velivolo dell’Aeronautica. In questi giorni i mezzi dell’Aeronautica militare prenderanno parte ad altre missioni di trasferimento di rifugiati dalla Libia. (Adnkronos)

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