Libia, bombe della NATO sul rais,non sappiamo se è vivo

gheddafi_muammar1_NRoma, 10 mag. – La Nato è tornata ad attaccare Tripoli, lanciando la notte scorsa un’ondata di bombardamenti aerei particolarmente intensi con almeno otto violentissime esplosioni. Secondo testimoni oculari tra gli obiettivi colpiti ci sarebbe anche il bunker di Gheddafi, oltre a installazioni militari, a un’enorme antenna per le telecomunicazioni, alle sedi della radio-televisione statale, “al-Jamahiriyah” e dell’agenzia di stampa ufficiale “Jana”. La Nato ha però smentito di aver dato il via a un’escalation per eliminare il rais e, soprattutto, ha affermato di non sapere se sia vivo o morto aggiungendo di non essere neanche “interessata a saperlo”. “Non ci occupiamo di singoli individui” ha affermato in una conferenza stampa a Napoli il generale di Brigata Claudio Gabellini, responsabile della pianificazione operativa dell’operazione “Unified protector”, rispondendo ad una precisa domanda di un cronista sulla sorte del Colonnello.

L’Alleanza, ha precisato Gabellini, “non ha nessuna prova sulle sue condizioni e su cosa stia facendo, ma non siamo particolarmente interessati a questo perchè non ci occupiamo di singoli individui. Il nostro mandato è chiaro: distruggiamo i centri di comando e controllo, dai quali possono partire attacchi diretti ai civili”, ha concluso Gabellini Da Bruxelles anche la numero due dell’ufficio stampa dell’Alleanza Atlantica, Carmen Romero, ha ribadito che Gheddafi non costituisce un bersaglio specifico per gli aerei della coalizione e ha spiegato che anche i raid più recenti rientrano nella strategia comune, mirata a distruggere l’apparato bellico del regime nella misura in cui esso continui a rappresentare una minaccia per la popolazione civile, e dunque non costituiscono un inasprimento delle operazioni militari nè configurano modifiche degli obiettivi. In città comunque, secondo il sito on-line del quotidiano di opposizione “Brnieq”, sarebbe scoppiata una rivolta, probabilmente nel sobborgo occidentale di Suq al-Youma, resa possibile dalle armi leggere fornite agli oppositori da elementi dei servizi di sicurezza che avrebbero disertato.

Stando all’emittente televisiva pan-araba “al-Jazira” inoltre gli insorti sarebbero invece riusciti a issare il tricolore nazionale pre-Rivoluzione Verde su un edificio di Tripoli, forse una base aerea. La televisione satellitare del Qatar nei giorni scorsi aveva già mostrato un filmato rudimentale, ripreso con la videocamera di un cellulare, in cui si mostrava un tentativo di collocare la stessa bandiera su un ponte autostradale. Frattanto i ribelli hanno lanciato una controffensiva a Misurata e, malgrado l’assedio delle forze governative, hanno respinto gli avversari a una quindicina di chilometri dal centro, avanzando fino alla località costiera di ad-Dafniyah, dalla quale si preparano adesso a muovere verso Zlitan. (AGI)

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