Libia, Berlusconi: no a bombardamenti. Le missioni all’estero vanno riviste.

av8b_4Roma, 15 apr – L’Italia mantiene la linea sulla Libia che non prevede partecipazioni dirette ai bombardamenti. E’ quanto è emerso durante il Consiglio dei ministri, nel corso del quale, secondo quanto riferito da fonti di governo, il premier Silvio Berlusconi ha detto: ”Facciamo già abbastanza”.
Quello che l’Italia sta facendo in Libia ”è in linea con la risoluzione Onu” ha spiegato il premier nel corso del Cdm, sottolineando – secondo quanto riferito da fonti governative – che ”considerato la nostra posizione geografica ed il nostro passato coloniale, non sarebbe comprensibile un maggiore impegno”. La posizione dell’Italia che continua a dare il ”massimo appoggio con le sue basi” ma non prevede un maggior impegno bellico nel paese – ha proseguito Berlusconi, secondo quanto riferito dalle stesse fonti – ”è stata capita e apprezzata dagli alleati”.

 

Napolitano: decisione del governo sulla Libia? me ne occuperò a Roma

Alla richiesta di commentare la decisione del governo italiano di non partecipare ai bombardamenti in Libia, Giorgio Napolitano ha risposto con una battuta: «In generale i giornalisti sono sempre i meglio informati e concretamente chi mi fa questa domanda è più informato di me, in questo momento. Le decisioni prese dal governo italiano – ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante la conferenza stampa che ha fatto seguito al colloquio con il presidente slovacco Ivan Gasparovic – io le potrò meglio conoscere quando sarò tornato in Italia».

«Sono decisioni – ha sottolineato – che spettano al governo, che ha poteri di determinazione dell’intervento italiano in Libia nelle sue forme. Naturalmente io ho seguito e ho apprezzato la scelta dell’Italia di partecipare alla “coalition of the willings”. I termini concreti della partecipazione italiana li conosco fino a ieri. Mi aggiornerò al mio rientro in Italia sugli sviluppi e sulle richieste dei nostri alleati».

Berlusconi: rivedere le nostre missioni all’estero

Le nostre missioni all’estero vanno riviste, anche riducendo i contingenti ed il numero di militari impegnati. E’ quanto avrebbe detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, conversando con alcuni ministri a latere del Consiglio dei ministri. Secondo quanto si apprende, il premier avrebbe sottolineato il grande impegno profuso, anche economico, nelle operazioni militari italiane all’estero. Di fronte all’emergenza immigrazione, che comporta anche costi ingenti per il Paese con l’applicazione del blocco navale e le operazioni di accoglienza, il premier avrebbe ventilato l’ipotesi di ridurre la partecipazione italiana in alcune missioni molto impegnative dal punto di vista economico. Berlusconi ne avrebbe parlato dopo la riunione ministeriale. Tra le missioni citate ci sarebbe anche quella in Libano. (ANSA) >

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