Libero: patto D’Alema-De Gennaro per far fuori 550 agenti segreti

secret_agent2Roma, 2 feb – “La data non è ancora stata fissata. Ma probabilmente – scrive Fosca Bincher su LIBERO – entro il prossimo mese di marzo la prima sezione del Tar del Lazio dovrà decidere nel merito della più incredibile causa sindacale che sia mai stata avviata. Da una parte 250 dirigenti e agenti dei servizi segreti italiani, difesi dal professore Francesco Castiello. Dall’altra parte il direttore del Dis, Gianni De Gennaro rappresentato dalla presidenza del Consiglio dei ministri. In mezzo a loro un dpcm segreto, pubblicato solo per incomprensibile sintesi in Gazzetta ufficiale. Non è noto chi l’abbia firmato, ma è ben noto dentro i Dis, l’Aisi e l’Aise (i tre servizi segreti nati dalla riforma del 2007) quale ne sia il contenuto e chi i reali proponenti. Il decreto è stato concepito dallo stesso De Gennaro, che ne ha portato la prima bozza al presidente del Copasir, Massimo D’Alema per averne l’imprimatur. Contiene quello che per quasi tutti i dipendenti dei servizi è stato letto come uno “spoil system” e che formalmente è un atto di prepensionamento che riguarda da luglio prossimo in poche finestre ben 550 dipendenti dei servizi, alcuni anche con funzioni apicali.

E conosciuto all’interno con la formula 57-20-40. Perchè manda obbligatoriamente in pensione tutti gli007 che abbiano compiuto 57 anni, o abbiano 40 anni di contributi versati o almeno 20 anni di rapporto di lavoro con i servizi. A che serve questo maxi-prepensionamento? Formalmente a ridurre la spesa dei servizi segreti italiani in tempo di crisi. Ma secondo i dipendenti ad effettuare un sostanziale spoil system. E evidente che chi ha 20 anni di lavoro dietro le spalle non è legato agli attuali direttori di Dis, Aisi e Aise. Che avrebbero voglia di mettere al loro posto uomini di propria fiducia. Per questo De Gennaro ha chiesto per primo l’assenso di D’Alema. Poi ha incontrato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti che ha dato il suo beneplacito un po’ distratto: “se tagliate spese, a me va sempre bene”.

Infine – prosegue Bincher su LIBERO – con i due imprimatur è approdato a palazzo Chigi a farsi controfirmare il decreto da Gianni Letta. Qui non è stata una passeggiata, perchè non pochi sono stati i timori avanzati dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, compresi quelli sulla legittimità stessa dell’atto. Ma dopo un po’ di incontri il via libera è arrivato anche da lì. A quel punto chi rischia di essere mandato a casa non è rimasto con le mani in mano. Uno dopo l’altro sono andati a bussare alla porta del professor Castiello, uno dei massimi esperti di diritto amministrativo militare. Alle fine sono diventati 250 e per loro è stato presentato al Tar del Lazio, prima sezione, il ricorso contro il dpcm.

Qualche giorno fa il loro avvocato ha presentato istanza di acquizione del contenuto integrale del dpcm, che al momento risulta segretato. I nomi dei ricorrenti per decisione del Tar non sono indicati visto il mestiere che fanno. Ma secondo alcune indiscrezioni fra loro ci sarebbero alcuni dei dirigenti più importanti dei servizi. Nel ricorso fanno presente che la formazione di un vero 007 può durare anche tre lustri e che in questo modo si allontanano dal servizio gli uomini più esperti. A palazzo Chigi è perfino arrivata una protesta formale della Cia, che ha rapporti consolidati di lavoro con alcuni di loro. Nel merito gli 007 in attesa di epurazione contestano il riferimento alla riforma Brunetta per il loro allontanamento e soprattutto la decisione successiva al dpcm di inserire in finanziaria un aumento di 78 milioni di euro per i servizi segreti con possibilità di procedere a 200 nuove assunzioni. Se il prepensionamento serviva a risparmiare, i conti finali dunque non tornano perchè il budget aumenta. Ma è chiaro a tutti – anche al Tar che dovrebbe prendere la decisione prima dell’apertura della finestra pensionistica di luglio – che qui il tema non sia di finanza pubblica: a giudizio è uno spoil system per la prima volta applicato al settore più delicato dello Stato: quello della sicurezza nazionale e internazionale”. (Il Velino)

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