L’Aquila: il campo dei Vigili del fuoco costruito su un deposito tossico

monticchio-vvfRoma, 17 feb – (di Chiara Paolin – Il fatto Quotidiano) “Ma quali angeli e angeli, qua tra un pò ce ne andiamo tutti dritti al Creatore”. Antonio Jiritano è preoccupato. Ha appena scoperto che il campo base dei Vigili del Fuoco di Monticchio, una frazione de L’Aquila, poggia su un deposito abusivo di scorie tossiche. Arsenico, zinco, sostanze chimiche che l’Apat (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici) conferma essere estremamente pericolose. Jiritano è il coordinatore nazionale delle Rappresentanze di Base dei vigili, il suo accento calabrese soffia come fuoco sulla novità del giorno: “Ma cose da pazzi. È da dieci mesi che stiamo qua e nessuno ci ha detto niente. Con la neve dei giorni scorsi e poi le piogge c’è stato uno smottamento, abbiamo ripianato un pò il terreno e sono saltate fuori bottiglie, fusti, roba strana. Coi nostri mezzi abbiamo fatto qualche verifica, s’è capito subito che erano sostanze tossiche. A quel punto ci siamo rivolti alle autorità locali ed è saltato fuori che tutti lo sapevano. La chiamavano ‘la fossa dei veleni’, era una specie di discarica illegale. Davanti al campo c’è il vecchio impianto abbandonato dell’Agriformula, un’azienda chimica. Quando siamo arrivati qui c’era lo spiazzo, la ghiaia, abbiamo montato le tende e pensato solo a lavorare giorno e notte come pazzi. Ma tutti sapevano cosa c’era sotto, e nessuno s’è preoccupato di avvisarci”. Ora la priorità è sottoporre alle visite gli oltre mille vigili che da un anno occupano il campo a rotazione, si tratta di squadre che vengono soprattutto dalla Toscana. Personale esasperato da una situazione professionale ormai tesissima. Perché la grande contraddizione è che, a fronte di poteri e business via via crescenti per la Protezione civile, l’unico corpo davvero operativo nell’emergenza, quello dei vigili del fuoco, ha subìto tagli costanti e progressivi negli ultimi anni. Il più recente è arrivato nel 2009, una riduzione del 12%. Così oggi lo stipendio di un uomo esperto, con un’anzianità di servizio di 12 anni, è di 1.350 euro netti, che diventano 2.000 con gli straordinari, ma a prezzo di rischi e responsabilità pesanti. All’Aquila si lavora ancora coi mezzi tecnici arrivati il 6 aprile, ormai usurati, e i turni sono massacranti a causa delle carenze d’organico denunciate da anni e mai sanate. In Italia abbiamo 33 mila vigili in servizio effettivo, ovvero un vigile ogni 3.500 abitanti quando la media europea è di uno ogni 1.500. E per questo si fa un ricorso selvaggio ai precari, circa 120 mila uomini.

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