Kosovo: c’è la crisi e l’Italia rinuncia al comando KFOR

kfor1Subentrare alla Germania costa troppo, Roma declina l’offerta. Roma, 9 giu – (di Alberto Mario Pagano) La crisi economica mondiale ha portato l’Italia a rivedere le proprie ambizioni geopolitiche e strategiche in Kosovo, dove dal 1999 operano circa 15mila soldati di 31 Paesi della Nato, fra i quali 1.300 italiani. Il nostro Paese, per motivi di bilancio, ha deciso di declinare l’invito di Stati Uniti e Serbia a guidare il comando centrale dell’Alleanza atlantica nella regione, attualmente nelle mani della Germania. A confermare che non ci sarà un avvicendamento italiano al vertice di comando è il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga replicando ad una interrogazione di Federica Mogherini, deputata del Pd e membro della commissione difeda di Montecitorio ( interrogazione presentata facendo riferimento ad un articolo del “Corriere della Sera” che il 26 maggio aveva anticipato la vicenda). L’Italia, spiega Cossiga nell’aula di Montecitorio, avrebbe preso in considerazione l’offerta del comando qualora questa non avesse comportato ”un incremento degli oneri finanziari”. Condizione impossibile da realizzare visto che per avere la leadership degli uomini Nato nell’area è necessario garantire un numero cospicuo di uomini e mezzi In sostanza, l’Italia, proprio mentre la Nato sta predisponendo un graduale ma rapido ridimensionamento delle forze nella regione dove dovrebbero ridursi fra un anno a non più di 2.500 unità complessive, si limiterà a dare la sua disponibilità solo per il comando del settore nord del Kosovo. Inoltre il nostro paese è pronto a mantenere l’impegno nella missione civile ”Eulex” (che si occupa dell’assistenza e formazione dei kosovari) candidandosi anche a guidarla, alla scadenza dell’attuale mandato francese. Il sottosegretario sottolinea anche l’Italia manterrà la guida del ”Kosovo security sector reform”, l’organismo che si occupa fra l’altro di addestrare le future forze di sicurezza dell’ex provincia serba. Tre impegni che possono essere assolti senza troppi oneri delle casse dello Stato. Alla guida del comando centrale militare rimarrà così la Germania che, come aveva anticipato nei giorni il ministro degli Esteri Franco Frattini. Per il Pd, la scelta del governo rappresenta una ”significativa opportunità mancata”, ”lesiva – come dice Mogherini – di interessi strategici dell’Italia”, per la sua politica di ”vicinato e cooperazione con l’intera regione balcanica. (ANSA) ico_commenti Commenta

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