Iraq: comando USA nel nord alle soldatesse, vietato rimanere incinta

starstripesLo rivela “Star and Stripes”, il divieto si applica anche alle coppie sposate insieme al fronte. Washington, 20 dic. – Il comando generale delle forze statunitensi nel nord dell’Iraq ha stabilito che potranno essere punite, e persino processate da corti marziali rischiando pene detentive, le donne soldato che rimangono incinte durante la loro permanenza al fronte. E’ quanto rivela “Star and Stripes“, giornale gestito da militari indipendente dal Pentagono, precisando che lo strano ordine, con cui la gravidanza viene inserita tra le proibizioni per il personale militare, e’ entrato in vigore lo scorso 4 novembre. L’ordine interessa “tutto il personale militare, e tutti i civili che sono impiegati o accompagnano i militari nel nord dell’Iraq”. A rischiare la punizione non sono solo le donne soldato, ma anche l’eventuale ‘padre, anche se si tratta del legittimo marito. Come ha precisato un portavoce dell’esercito in una e-mail a Stars and Strapes il divieto si applica anche alle coppie sposate che si trovano in missione di guerra all’estero, sia marito che moglie rischiano la punizione. Il maggiore Lee Peters ha poi cercato di ridimensionare la portata del divieto, sottolineando che si tendera’ ad applicarla quando la gravidanza di una militare, ed il suo rientro in patria entro 14 giorni, rischiera’ di minare l’efficacia dell’azione di un’unita’, creando “un vuoto” che solo l’invio di un altro militare potra’ riempiere.

Un avvicendamento quanto mai difficile per le forze armate americane ormai ridotte allo stremo da otto anni di guerre all’estero, soprattutto in Iraq dove e’ avviato il ritiro e quando si devono mobilitare nei prossimi sei mesi 30mila rinforzi da inviare in Afghanistan. Da quando e’ entrata in vigore questa misura non e’ stata ancora mai applicata, ha precisato il colonnello David Thompson, ispettore generale dei militari in Iraq. Che pur difendendo la legalita’ della misura, ammette che e’ la prima volta, a sua memoria, che viene espresso un esplicito divieto a rimanere incinta. Ed Eugene Fidell, professore di diritto militare alla Yale Law School, assicura comprendere i motivi che hanno spinto il comando ad emettere l’ordine in un momento in cui c’e’ disperato bisogno di forze in campo, ma sottolinea che l’esplicito divieto rischia di trasformarsi in un “complicato nodo di problemi legali, etici e procedurali”. “Siamo di fronte ad un problema che investe il nodo dell’integrita’ personale: i diritti riproduttivi” ha aggiunto. (Adnkronos)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.