Iran: Difesa USA, missili di Teheran potrebbero colpire gli Stati Uniti entro il 2015

MISSILI_IRANWashington, 20 apr. – L’Iran potrebbe essere in grado di sviluppare entro il 2015 missili intercontinentali in grado di colpire gli Stati Uniti. Questo l’allarme lanciato in un rapporto di 12 pagine diffuso dal Dipartimento della Difesa Usa in cui è analizzata la forza militare iraniana, stando a quanto riferisce il sito web dell’emittente “Fox News”. “Con una sufficiente assistenza da parte di Paesi stranieri, l’Iran potrebbe essere in grado entro il 2015 di sviluppare e testare un missile balistico intercontinentale in grado di raggiungere gli Stati Uniti”, si legge nel documento del governo americano. Secondo il rapporto, la strategia militare dell’Iran è mirata a difendere il Paese da qualsiasi minaccia esterna, in particolare da parte di Stati Uniti e Israele. “Il programma nucleare iraniano e la volontà di tenere aperta la possibilità di sviluppare armi atomiche – prosegue il documento – sono parti centrali della strategia di deterrenza” di Teheran. Nel dossier, inoltre, viene tracciata un’analisi delle forze armate iraniane che in parte ridimensiona la capacità di Teheran di reagire a un eventuale attacco contro le proprie installazioni nucleari, più volte minacciato da Israele e Washington. “L’Iran – è scritto nel documento – mantiene un numero di forze armate molto elevato, ma non sarebbe in grado di reagire efficacemente a un attacco diretto portato avanti da un esercito ben addestrato ed equipaggiato come lo sono quello degli Stati Uniti e dei suoi Paesi alleati”. Tutt’altro giudizio, infine, il Dipartimento della Difesa americana lo riserva alle organizzazioni paramilitari, ovvero i basij e i Guardiani della Rivoluzione, considerate “forze formidabili all’interno dei confini iraniani”. Composte da paramilitari molto devoti alla Repubblica Islamica, hanno già dato prova della loro capacità durante la repressione delle proteste antigovernative scoppiate in Iran all’indomani delle elezioni presidenziali di giugno. (Adnkronos)

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