Internet, l’allarme degli esperti: cyberwar può bloccare il nostro Paese

internetForze di polizia, 007 e aziende a confronto, serve un’unica linea. Roma, 7 ott – Un attacco condotto attraverso la Rete può ”uccidere” aziende, interi settori economici, infrastrutture fino a produrre, se non effetti ”letali”, enormi danni al sistema Paese, di fatto bloccandolo. Forze di polizia, militari, 007 e aziende lanciano l’allarme sulla cyberwar, la guerra del futuro che, silenziosamente ogni giorno, le forze di sicurezza stanno già combattendo. L’occasione per uno scambio di idee e per fare il punto della situazione sulle attuali difese a disposizione è stata la prima conferenza sull”’Information Warfare” dedicata proprio alle minacce alla sicurezza nazionale italiana provenienti dal ciberspazio. Quello che ne è uscito è un quadro in cui, se da un lato i nostri servizi di sicurezza, le forze di polizia e le aziende stanno mettendo in campo ogni sforzo per far fronte degli attacchi degli hacker, quello che manca è una linea comune su cui muoversi. Lo spiega bene il consigliere per la sicurezza informatica del Viminale Domenico Vulpiani. In Italia, dice, ”è come se avessimo una fantastica barca a vela, con dei velisti eccezionali ma manca lo skipper, cioè colui che indica la rotta”. Un invito dunque alla politica a prendere sul serio la minaccia ma anche, come spiega il direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli, a trovare quelle intese internazionali che consentano di seguire un percorso comune.

”L’azione di contrasto – afferma – può essere efficace solo se tutti i Paesi, o quantomeno quelli principali, condividano regole comuni”. Il problema, hanno sottolineato quasi tutti gli interlocutori è rappresentato da un lato, dalla difficoltà di poter individuare da dove parte la minaccia, vista la connessione tra le reti, e dall’altro dalla capacità di rispondere rapidamente all’attacco, per poter limitare i danni. Cosa possibile solo se c’è un concreto scambio di informazioni. Senza contare, inoltre, l’ampiezza delle possibilità che si trovano davanti i cyberterroristi: da un semplice attacco via mail per infettare migliaia di computer al blocco di una centrale nucleare, come avvenuto in Iran. ”Noi siamo in grado di potenziare l’attività di contrasto – sottolinea il vicedirettore del dipartimento Informazioni e Sicurezza Pasquale Piscitelli – e l’impegno di Aise e Aisi è quello di affinare ulteriormente le capacità di selezione delle minacce per bloccare in tempo gli attacchi informatici”. Insomma, con la cyberwar non si scherza. ”Oggi tutto è diventato rete – sintetizza Paolo Scotto di Castelbianco, della Presidenza del Consiglio – e ciò ha moltiplicato a dismisura gli attori che possono commettere un attacco. La minaccia ha potenzialità infinite e può infliggere danni strategici al Paese. Per far fronte a ciò c’è bisogno di una reale integrazione tra istituzioni, privati e cittadini. (ANSA)

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