Intelligence: più antropologo che soldato, on line è caccia ai nuovi “007”

serviziSul sito www.sicurezzanazionale.gov.it le selezioni per “agente segreto”. Roma, 3 dic. – Diventare “agenti segreti”? Non è più una “mission impossible”. Anche perchè il nuovo “007” assomiglia più al Robert Redford de “I tre giorni del Condor”, che allo Sean Connery di “Licenza di uccidere”. Motivato, aperto alla società, altamente specializzato: chi pensa di avere i numeri per diventare uno “007” da oggi può proporre la propria “candidatura” collegandosi a www.sicurezzanazionale.gov.it., il sito nato in seguito alla riforma dell’intelligence che ha affidato al Dis, tra gli altri compiti, la promozione della cultura della sicurezza e la comunicazione istituzionale.

On line dal 23 ottobre scorso, il sito, collegato con 114 siti delle altre intelligence di tutto il mondo, punta a rendere trasparenti alcune procedure. Il primo servizio messo su internet è stato il rilascio del Nos, dopo il nullaosta di sicurezza per le imprese, che in poco piu’ di 30 giorni ha già dato risultati incoraggianti. Ora tocca alla selezione per gli aspiranti “James Bond”, un progetto già in cantiere, “incoraggiato” dalle centinaia di curricula arrivate via email al Dis da quando il portale è sbarcato su internet.

D’altra parte, quasi tutte le intelligence del mondo utilizzano questa stessa tecnica per capire che cosa offra il “mercato” in termini di risorse umane. E se M15 e M16, i servizi di Sua Maestà Britannica, si sono inventati addirittura un quiz a punti per scovare l’erede di “007”, l’intelligence “made in Italy” sceglie un approccio forse meno giocoso ma non per questo meno trasparente.

“Se pensi che la tua professionalità possa essere utilizzata per difendere l’indipendenza, l’integrità e la sicurezza della Repubblica clicca qui”, si legge nella home page del sito, che, dopo la compilazione di un breve questionario, dà accesso alla pagina con la scheda anagrafica da compilare e poi a quella in cui inserire le proprie esperienze. A cominciare da quelle di studio, che vanno oltre il voto di laurea o di diploma: si scende nel dettaglio dei voti presi ai singoli esami, perchè la specializzazione o meglio la “specializzabilità” dei candidati è un elemento fondamentale per scegliere i futuri “007”.

“Per entrare a far parte dell’intelligence – spiegano dal Dis – il requisito di base è la motivazione. Ma in seconda battuta si guarda alla ‘specializzabilità’. Insomma, vogliamo capire dove sta il ‘baricentro’ della persona, e per questo guardiamo anche alle esperienze personali, ai viaggi fatti, agli interessi, oltre che, naturalmente, alle esperienze lavorative”.

Il servizio militare? Non è decisivo. “Oggi – dicono ancora dal Dis – l’intelligence difende il sistema-paese, è aperta alla società civile e ricorre a un ampio ventaglio di professionalità. Ha bisogno di antropologi, economisti, ingegneri più che di soldati”. (Adnkronos)

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