Immigrati,emergenza Lampedusa. Maroni: allarme terrorismo

immigratiRoma, 12 feb – Scrive LA REPUBBLICA: “Salpano dai porti di Sfax e Zarzis dove da giorni sono ammassati a migliaia nel tentativo di fuggire dalla Tunisia in rivolta. E a Lampedusa in poco meno di due giorni oltre duemila migranti sono approdati dopo un viaggio della speranza a bordo di vecchi pescherecci e piccole imbarcazioni. Un esercito che non viene ospitato nel centro di accoglienza dell’isola (chiuso a suo tempo dal Viminale) e che passa la notte all’addiaccio in attesa di essere trasferito nei centri di Crotone, Bari, Brindisi. Ieri il ministro Roberto Maroni ha parlato di emergenza umanitaria lanciando anche un allarme terrorismo per il rischio di infiltrazione tra i migranti di appartenenti ad organizzazioni estremistiche. «Ho gia’ convocato per giovedì prossimo un Comitato nazionale per 1’ordine e la sicurezza al quale ho invitato anche il ministero degli Esteri per decidere le misure più idonee e ho chiesto anche il coinvolgimento della Commissione Europea», ha spiegato Maroni. In serata i responsabili di Viminale e Farnesina hanno chiesto la convocazione urgente di una riunione a livello politico del Consiglio Giustizia e affari Interni dell’Ue. In particolare l’Italia chiede il dispiego immediato di una missione Frontex per le attività di pattugliamento e intercettazione nell’area al largo delle coste della Tunisia per il controllo dei flussi. Intanto sull’isola di Lampedusa continuano gli sbarchi, gli ultimi nella tarda serata di ieri. Un barcone è stato “intercettato” a 40 miglia a nord della costa africana da una motovedetta tunisina che lo ha bloccato.

Ne è nata una rivolta “registrata” da un aereo della nostra guardia costiera. Poi nella notte sono arrivati altri tre barconi, con a bordo oltre 600 persone. Non sono riusciti a sbarcare perchè il molo è già pieno di persone. D’altra parte nei porti tunisini i controlli sono molto scarsi e i trafficanti di esseri umani agiscono alla luce del sole riempendo i loro barconi in poche ore e facendosi pagare da 2.000 a 2.500 dollari a persona. I migranti che raggiungono l’isola di Lampedusa, in assenza di un centro di accoglienza operativo, vengono “assistiti” all’aperto sotto il controllo di polizia e carabinieri. I più fortunati, soprattutto donne, bambini e ammalati trovano ospitalità in un paio di alberghi dell’isola. Ad accoglierli il personale di “Lampedusa Accoglienza” che ancora gestisce il centro di accoglienza dell’isola, precluso però ai migranti. Il parroco, don Stefano Nastasi, si è offerto di ospitare gli immigrati nei locali della parrocchia, ma non è stato possibile. «E’ un paradosso – dice don Nastasi -: il Cpt potrebbe accogliere circa mille persone, e invece si preferisce mandare la gente in albergo o lasciarla all’addiaccio sul molo». Ma gli ordini sono tassativi, nel centro di accoglienza non si entra. Un provvedimento che viene aspramente criticato da più parti, soprattutto da organizzazioni umanitarie come il Consiglio italiano per i rifugiati che infatti ieri ne ha chiesto la riapertura come struttura di prima accoglienza per i migranti in transito”. (Il Velino)

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