Immigrati, Maroni: la Tunisia blocchi le partenze o procederemo ai rimpatri forzosi

maroni1Roma, 28 mar. – Diversi pescatori di Lampedusa hanno bloccato con le loro barche l’ingresso del porto. Con quest’azione, intendono impedire nuovi arrivi di migranti e protestare contro la situazione critica dell’isola, dove sono ammassati al momento oltre 5.500 tunisini, 3.500 dei quali senza un ricovero. Di fronte alla protesta è giunto l’annuncio del prefetto di Palermo e commissario per l’emergenza, Giuseppe Caruso: i profughi saranno completamente evacuati dall’isola a partire da mercoledì prossimo, è stato firmato il noleggio di sei imbarcazioni private, da affiancare alla nave militare S. Marco. Sui moli del porto si sono radunati centinaia di cittadini, mentre si sta svolgendo con lentezza la distribuzione di pasti e acqua agli immigrati. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha dato due giorni di tempo alla Tunisia per attivare i controlli concordati nel corso della sua missione a Tunisi. Altrimenti, ha avvertito, si procederà con “rimpatri forzosi”. “Il punto lo faremo mercoledì in Consiglio dei ministri”, ha spiegato il titolare del Viminale. “Continuano i ponti aereo-navali da Lampedusa” per trasferire gli immigrati nei centri allestiti in Italia. Lo ha spiegato il prefetto di Palermo e commissario per l’emergenza, Giuseppe Caruso. Per allentare la pressione demografica nell’isola il ministero dell’Interno ha individuato caserme e predisposto tendopoli in quasi tutte le regioni. “Oltre agli aerei”, aggiunge Caruso, “per l’accoglienza ed il trasporto, stiamo utilizzando anche navi”. Ma vi sono almeno due i barconi partiti dalla Libia dai quali in queste ore è stato lanciato l’sos attraverso telefoni satellitari e dei quali finora non è stata trovata traccia. La conferma è di Laura Boldrini, portavoce dell’Unhcr. Sul fronte più squisitamente politico vi è da registrare lo scontro Maroni-Lombardo: “Il grido di dolore di Lampedusa è il grido di tutta la Sicilia, che pretende rispetto ed efficienza per sè, oltre che per i migranti poveri disperati che devono essere assistiti in modo civile”, ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. Immediata la replica di Maroni che respinge le critiche al governo: “Lombardo è andato a Lampedusa a fare una sceneggiata”, ha replicato il ministro dell’Interno. Maroni ha ricordato che è stata chiesta alla Regione Sicilia “una serie di interventi, ma stiamo ancora aspettando”, ha sostenuto. “Quando l’emergenza sarà finita”, ha aggiunto, “potremo dire chi ha fatto e chi ha solo chiacchierato”. Da segnalare un intervento del cardinale Angelo Scola: “Un conto è l’impeto di accoglienza, che dev’essere immediata verso chi si trova in una situazione di difficoltà. Il problema – spiega l’alto prelato – è assumersi tutti una corresponsabilità, tutta l’Europa è chiamata in questa situazione”. (AGI)

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