Immigrati: Lampedusa al collasso, quasi più migranti che abitanti

Lampedusa-guardiacostiera

Palermo, 22 mar. – Il rapporto è ormai quasi di uno ad uno. A Lampedusa (Agrigento) il numero di abitanti è praticamente pari a quello degli immigrati e il bollettino degli sbarchi sembra quello di una guerra, difficile da aggiornare perchè in continua evoluzione. Complici le condizioni meteo favorevoli, infatti, le “carrette” del mare in fuga dal Nord Africa martoriato da scontri e tensioni “intasano” il Canale di Sicilia. Dall’inizio dell’anno sono oltre 15.000 i migranti giunti in Italia, la maggior parte è approdata a Lampedusa, che oggi è al collasso. “Camminando per le strade – dicono ironicamente gli abitanti – ogni tanto capita di incontrare qualche lampedusano. Per il resto immigrati dappertutto”. Gli ultimi calcoli parlano di 4.762 persone a fronte di una popolazione che raggiunge quota 5.870. “Tanti immigrati – dice all’ADNKRONOS il sindaco, Dino De Rubeis – non sono ancora stati identificati e in molti girano liberamente per l’Isola e dormono all’aperto in mezzo alla spazzatura”. Accucciati sotto i tir con coperte di fortuna per ripararsi dal freddo della notte ancora rigida, chiedono notizie sui trasferimenti. “Loro vogliono andar via da qui, perchè non li fanno partire? – chiedono gli isolani esasperati – Ormai siamo al collasso, la stagione turistica è compromessa e i voli per il periodo pasquale sono stati cancellati. Il Governo vuole forse che siano i lampedusani ad andare via, ad abbandonare la loro terra?”.

”Più di 2.000 persone sono ammassate al Centro di accoglienza, che ne potrebbe contenere 800. I minori e le donne sono stati ricoverati nei locali dell’Area marina protetta. Tutti gli altri, circa 3.000, sono completamente abbandonati a loro stessi nella banchina di Cavallo Bianco, in uno scenario infernale”. Racconta Giusi Nicolini, responsabile di Legambiente Lampedusa, che aggiunge: “Dormono a terra, coperti con quello che trovano e hanno bisogno di tutto: ricovero, assistenza, cibo, vestiti, servizi igienici, coperte, medicine, denaro, schede telefoniche per comunicare con le loro famiglie”. “Nè le organizzazioni umanitarie che operano all’interno del Centro, nè la parrocchia e le organizzazioni come Medici Senza Frontiere, nè i lampedusani di buona volontà – attacca – riescono a contrastare quello che sempre più si configura come un preciso disegno politico: ridurre l’isola in ginocchio per costringerla ad accettare qualsiasi soluzione emergenziale, un destino di carcere a cielo aperto. Ma l’idea di realizzare una tendopoli all’interno della base militare Loran di Ponente, priva di opere di urbanizzazione, servirebbe esclusivamente a incancrenire una situazione già drammatica che peggiora di ora in ora”. Intanto Legambiente ha annunciato che presenterà un esposto all’autorità giudiziaria per chiedere che vengano identificati e puniti i responsabili di “condotte che si configurano come gravemente lesive dei diritti umani dei migranti e sono, inoltre, fonte di gravissimi rischi igienico-sanitari per chiunque si trovi in questo momento a Lampedusa”.(Adnkronos)

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