Haiti: la tragedia vista dall’alto, a bordo del falcon italiano

falconAMParla il pilota della missione “I 2244”, costretti ad atterrare a vista. Roma, 14 gen – Anche a guardarlo dall’alto il terremoto di Haiti si manifesta in tutta la sua orribile distruzione: ”guardi giù e quello che vedi non ti piace. E’ una grande tragedia”, dice il capitano Luca Panozzo, 35 anni, di Padova, capo equipaggio del Falcon dell’Aeronautica militare che oggi ha trasportato a Port-au-Prince l’advanced team che dovrà verificare le condizioni logistiche e di sicurezza in modo da preparare il terreno all’arrivo del personale e degli aiuti italiani. ”Siamo contenti e onorati di aver potuto portare a termine questa missione e di essere riusciti a farlo a tempo di record, con un preavviso minimo, grazie al supporto e alla sinergia di tutti i soggetti coinvolti”, dice il pilota, comunque abituato a trasporti d’urgenza, come quelli sanitari, in cui il 31/o Stormo di Ciampino è specializzato. Il Falcon è decollato ieri pomeriggio dall’aeroporto romano con 17 persone a bordo: cinque dell’equipaggio e 12 passeggeri, tra personale della Protezione civile, della Farnesina, del Comando operativo interforze e della Cri. ”Abbiamo fatto uno scalo alle Azzorre – spiega il capitano Panozzo – e uno a Bermuda, dove abbiamo atteso per un’ora e 45 minuti. Quando ormai cominciava a albeggiare siamo ripartiti, avendo ottenuto l’ok all’atterraggio: la mia principale preoccupazione era che le condizioni di visibilità non fossero buone, poiche’ immaginavo che non avrei potuto fare affidamento sugli strumenti. Ed infatti è stato cosi”’. ”Le radio-assistenze funzionavano – prosegue il pilota – ma non il radar, e il controllore di volo (che dall’accento mi è sembrato un haitiano) ci ha detto di procedere a vista. Le condizioni per questo tipo di volo erano buone e non ci sono stati problemi. Abbiamo toccato la pista e solo un quarto d’ora dopo siamo ripartiti: anche svolgere in fretta le procedure è stato importante perchè così non abbiamo intasato il piazzale che era pieno di aerei con i primi soccorsi”. Pur essendo preso dalle difficoltà tecniche e dalle incognite del volo, il capitano Panozzo non è riuscito a non restare impressionato, mentre sorvolava l’isola, da quello che c’era sotto di lui. ”A Port-au Prince – dice – la situazione è davvero drammatica e tragica. Dall’alto vedi dei grandi capannoni, che sembrano solidi, completamente crollati. Vedi delle baraccopoli distrutte e tante macerie. Percepisci quest’aria di desolazione e di distruzione per tutta la città, dove c’e’ solo poca gente per strada”. La missione ”I 2244” dell’Aeronautica militare è conclusa. Il Falcon è ora a Santo Domingo e l’equipaggio resta in attesa di nuove istruzioni. (ANSA)

Le immagini aeree di Port-au-Prince

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