Guzzanti-show, a Cannes è un trionfo

GUZZANTI01GOltre tre minuti di applausi per “Draquila”. La regista all’attacco: «Berlusconi eversivo. Bertolaso? Non lo cacciano perchè sa troppo». Cannes, 13 maG – Un successo. Tre minuti di applausi hanno chiuso a Cannes la proiezione pubblica di “Draquila – L’Italia che trema”, il film documentario di Sabina Guzzanti sulla ricostruzione post terremoto in Abruzzo.

La Sala del 60/o Anniversario, 465 posti, era stracolma. Sull’onda degli applausi, il direttore del Festival di Cannes Thierry Fremaux ha fatto salire sul palco Sabina Guzzanti, mentre la giurata italiana Giovanna Mezzogiorno si è andata a congratulare con lei.

Nel pomeriggio la regista, a dispetto dell’abito-sottoveste rosa ciclamino, si era dimostrata una guerrigliera. Nell’incontro con la stampa italiana ha replicato a tutte le domande dei giornalisti ribadendo sostanzialmente le tesi del suo documentario. Ma aggiungendo anche qualcosa in più della sua visione dell’Italia, ormai – secondo lei – verso una deriva di dittatura mediatica, e con tanto di protezione civile come «braccio armato». La parola più pronunciata da lei? Costituzione. Il suo nemico principale? Berlusconi. Le accuse che più l’anno colpita? «Ormai arrivano a dire che sono posseduta dal demonio».

Al premier, che afferma la libertà di pensiero in Italia dove nella tv pubblica è proprio lui il principale bersaglio di tanti programmi, la Guzzanti replica: «Lo sanno tutti come funzionano le cose in tv in Italia. Per affermare questo ci vogliono i fatti che vanno poi anche argomentati. Se lui vuole la Repubblica presidenziale è senz’altro un suo diritto, ma per averla non continui a inquinare il Parlamento con i suoi fisioterapisti e sovvertendo i principi costituzionali. Altro che – ha concluso la regista – questa si chiama eversione e colpo di Stato». Al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, che ha dato forfait al festival proprio per prendere distanze dal suo film, invece vorrebbe offrire una cassa di champagne. «Mi sono detta, se sono intelligenti fanno finta di niente vedendo Draquila. Invece attaccandoci ci hanno fatto solo pubblicità gratuita. Abbiamo pensato così anche di mandare a Bondi una cassa di Champagne. Una cosa davvero strana questo loro comportamento perchè tutto gli si può dire, ma sono sicuramente competenti in quanto a comunicazione».

Sulla scandalo ricostruzione dell’Aquila del dopo-terremoto non si meraviglia affatto: «la prima volta che sono andata in quella città ho subito avvertito che c’era qualcosa di strano, ma non avevo le prove. C’è stato un sovvertimento della nostra Costituzione perchè la protezione civile distribuisse denaro pubblico senza controlli. È stata fatta anche una legge apposita per la corte dei Conti». Perchè il capo della protezione civile Guido Bertolaso continua a presidiare ancora la tv? «Bertolaso è stato un pò assunto a simbolo di questo governo. Così è difficile farlo fuori. Credo poi sia protetto anche perchè sa troppe cose». Una battuta della regista – che non ha avuto una conferenza stampa ufficiale non prevista per sua sezione Evento speciale fuori concorso – anche per aver mostrato la tenda vuota del Pd all’Aquila, simbolo dell’impotenza di un partito: «da parte della sinistra c’è stato un atto di arroganza e superficialità. Quello di non aver capito il pericolo Berlusconi che aveva intuito lo stesso Montanelli quando aveva detto ’fatelo lavorare e gli Italiani capiranno chi è» .

Mentre Sabina Guzzanti poi si ritrova a difendere lo stesso presidente della Camera Gianfranco Fini: «Chiunque dimostra come ha fatto lui rispetto per la costituzione merita a sua volta rispetto. Queste sue ultime prese di posizione valgono più del congresso di Fiuggi». Per la Guzzanti poi davvero poca fiducia nel futuro:«in questa situazione sono molto depressa, anzi siamo tutti oggettivamente depressi». Il cinema? «È alla fame. Si può lavorare solo se lo fai con bassi costi, insomma è difficile farlo se non lo si vende in tv». Quasi per par condicio, la Guzzanti comunque sottolinea come il pericolo di deriva autoritaria, già compiuto in Italia, stia in corso d’opera non solo da noi: «il deterioramento della democrazia interessa vari Paesi d’Europa compresa la Francia che sta sulla nostra strada». (LaStampa.it) 

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