Guidava ubriaco, condannato a spazzare. Anche in Italia arrivano le pene alternative

netturbinoRoma, 5 mar – (di Alex Corlazzoli)  Il caso Naomi Campbell fa scuola in Italia. Nel giugno 2008 la top model era stata condannata a duecento ore di lavori socialmente utili dopo una lite all’aeroporto di Londra con due poliziotti. Ora toccherà a un automobilista 36enne di Melzo fermato nel luglio scorso dalla polizia in evidente stato di ebbrezza: qualche bicchiere in più gli costeranno 16 giornate con cesoia e rastrello a fare il giardiniere per l’amministrazione comunale. Così ha deciso il giudice Guido Salvini del Tribunale di Cremona in applicazione di una convenzione che il presidente del Tribunale Carlo Maria Grillo ha firmato due anni fa con il Comune. Una pena singolare: è il secondo caso in Lombardia e uno tra i pochi in Italia. A rendere possibile questa “riparazione” sociale è l’articolo 186, VIII comma bis del Codice della Strada introdotto dalla legge del 29 luglio dello scorso anno.

Il giovane di Melzo, titolare di un locale a Cremona, denunciato per essere risultato positivo all’etilometro ha presentato opposizione al decreto penale di condanna. In udienza preliminare ha rinunciato a chiedere il benefico della sospensione condizionale e ha invece chiesto la sostituzione della pena finale con un lavoro di pubblica utilità. Così anziché beccarsi 28 giorni di arresto e mille euro di ammenda per 16 giorni si alzerà alle 6,30 del mattino per essere alle 7 sul posto di lavoro fino alle 13. Dal lunedì al sabato. Così è previsto dalla convenzione e dal giudice che nelle motivazioni della sentenza ha tenuto conto “del fatto che l’imputato svolge un’impegnativa attività lavorativa anche serale”. Al termine delle 16 giornate gli incaricati del Comune dovranno anche redigere una relazione che documenti l’assolvimento degli obblighi inerenti il lavoro svolto dal condannato mentre la squadra mobile dovrà autonomamente effettuare il controllo sull’osservanza da parte del giovane degli obblighi connessi al lavoro di pubblica utilità. Il tutto senza guadagnare un centesimo di euro perché nella convenzione è esplicito “il divieto all’ente di corrispondere in qualsiasi forma retribuzione per l’attività svolta dal condannato. È obbligatoria ed è a carico del Comune di Cremona, invece, l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali nonché riguardo alla responsabilità civile verso i terzi”.  

La parola definitiva toccherà al giudice che, ricevute le relazioni finali, fisserà una nuova udienza per dichiarare estinto il reato. Una scelta senz’altro coraggiosa da parte dell’automobilista 36enne che lo stesso Salvini nelle motivazioni della sentenza definisce “certamente un momento di ravvedimento e di riflessione sulle potenziali conseguenze della condotta posta in essere e merita di essere apprezzata”.

È la prima volta che il Comune di Cremona si troverà come giardiniere un condannato. Da quando è stata firmata la convenzione tra il presidente del tribunale e l’amministrazione, il 6 febbraio del 2009, nessuno aveva mai chiesto questa conversione di pena. Prima del 36enne di Melzo si registrano solo due altri casi: in Piemonte e a Lecco. Il tribunale di Ciriè in provincia di Torino lo scorso dicembre aveva condannato a fare il netturbino un altro automobilista processato per guida in stato di ebbrezza. A Lecco a novembre il giudice Paolo Salvatore ha emesso una sentenza con pena alternativa nei confronti di un cinquantenne valsassinese condannato a seguire gli anziani o a sorvegliare gli alunni all’ingresso e all’uscita della scuola. A Cremona la notizia ha destato curiosità e interesse tra i cittadini che, oltre a essere incuriositi dal sapere chi è tra i giardinieri l’uomo che ha seguito l’esempio della top model, ha accolto con plauso la scelta del giovane vedendo l’applicazione in concreto di quella firma fatta tra il Comune e il presidente del Tribunale Carlo Maria Grillo. Una vera e propria rivoluzione culturale che potrebbe essere da lezione a molti giovani. (Il Fatto Quotidiano)

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