Guerra in Libia: l’intelligenza dei missili e quella del governo

berlusconi-larussaRoma, 27 apr – Ci risiamo. Con la decisione assunta dal governo italiano di procedere con i bombardamenti contro le installazioni militari libiche, si apre una nuova pagina di una vicenda di politica estera che francamente si trascina rasentando il ridicolo.
Quando iniziarono le prime avvisaglie di sommovimenti tra la popolazione libica per rovesciare Gheddafi, Berlusconi esordì affermando “Non chiamo Gheddafi per non disturbarlo”; poi quando la NATO decise di cominciare con i bombardamenti l’Italia si tirò fuori ritagliandosi un ruolo passivo – anche se importante – che portava La Russa a ripetere “noi non bombarderemo mai”; poi, dopo la visita di un importante senatore americano a Palazzo Chigi, il governo proclama: “bombardiamo anche noi”. Bossi però, che ha bellamente tollerato finora le stragi a Misurata senza battere ciglio, si incazza non per la disinvoltura con la quale è stata gestita l’intera crisi, ma per il pericolo di invasione dei profughi e per i 700 milioni di euro in tre mesi (un riordino delle carriere, tanto per dire) che si spenderanno.

La Russa, il solito temerario, si affanna a dichiarare che verranno usati “assetti ad altissima precisione esclusivamente contro obiettivi militari” per non infastidire le coscienze degli italiani trattati ancora una volta come perfetti idioti. Tutti sanno che, per quanto “chirurgica” sia ogni operazione militare, questa comporta inevitabilmente anche qualche vittima civile e ci si aspetta da chi governa un pò di onestà nell’ammetterlo e una condotta seria specialmente in politica estera.

berlusconi-gheddafi-bacia-maniSe si pensa che tutto questo teatrino è iniziato con il baciamano di Berlusconi al Rais libico, tutto il resto delle azioni ci dà la misura di quanto inadeguata sia la classe dirigente politica di questo sfortunato Paese.

Ma le vere domande che si stanno ponendo in molti sono altre: visto che stiamo bombardando la Libia per “motivi umanitari”, per proteggere la popolazione civile dalla feroce repressione di Gheddafi, cosa faremo in Siria e nello Yemen? Quale sarà il metro della NATO per misurare le violazioni dei diritti umani? E cosa farà il governo italiano?

Disgraziatamente non sappiamo ancora, o forse lo sappiamo bene, se siano più intelligenti i nostri missili o i nostri politici. Commenta

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